(Teleborsa) - Le borse europee chiudono in rosso zavorrate dai mercati americani, che continuano a dare segnali di malumore, in risposta all'ennesima impasse dei colloqui in seno al Congresso. Le perdite in Europa si sono però ridotte nell'arco del pomeriggio, complici alcuni positivi dati economici americani, quali quello sui consumi familiari. La fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan, però, ha frenato gli entusiasmi, scendendo a sorpresa.

L'attenzione oggi è stata puntata sul Congresso americano, dopo l'ennesima doccia gelata della scorsa notte, quando i Repubblicani hanno cancellato il voto sul cosiddetto piano B proposto dallo speaker della camera, il Repubblicano John Boehner. La palla passa ora al Senato, a maggioranza democratica, dopo che è stata messa da parte anche la proposta del Presidente Barack Obama. Il motivo del contendere resta il tetto oltre il quale far scattare l'abolizione delle detrazioni, che provocherebbe un aumento delle imposte pagate dai contribuenti.

In Italia l'attenzione è stata catalizzata anche dalle vicende legislative, in particolare dalla legge di stabilità, che stasera ha ricevuto anche la fiducia della camera e si appresta ad ottenere il sì finale da Montecitorio. Il Premier Mario monti, a quanto pare, è intenzionato a salite al Quirinale stasera stessa per rassegnare le sue dimissioni, come preannunciato.

La giornata è stata caratterizzata anche da un aumento della volatilità giornaliera, in pendenza delle scadenze tecniche trimestrali ed anche in vista delle ultime sistemazioni di portafoglio prima della chiusura dei bilanci.

In frenata l'euro, scivolato sotto la soglia degli 1,32 USD, sopra la quale era risalito nei giorni scorsi, grazie al maggior appetito per gli asset più rischiosi.

Seduta dnegativa a Milano, dove l'indice FTSE MIB cede lo 0,4%. Peggio ha fatto Amsterdam che arretra dello 0,7%, mentre Francoforte cede mezzo punto, Zurigo, Bruxelles e Londra lo 0,3%. In rosso anche Parigi dello 0,1%, mentre chiude in attivo Madrid con un guadagno dello 0,3%.


A zavorrare le blue-chips ci hanno pensato i bancari, che mostrano le perdite più ampie, dopo il recupero messo a segno di recente. Male le popolari ed Unicredit.

In rosso Finmeccanica, dopo l'annuncio della cessione del 14% di Avio a General Electric, che ha acquistato anche l'81% in mano a Cenven per un importo complessivo di 3,3 mld di euro.

In retromarcia anche Fiat all'indomani della presentazione del nuovo piano di sviluppo dello stabilimento di Melfi.

In focus Unipol e gli ex titoli della galassia Ligresti, Fonsai, Milano Assicurazioni e Premafin, dopo che sono stati approvati i rapporti di concambio per la fusione a quattro. A rischio l'adesione degli azionisti di risparmio della Milano Assicurazioni, che potrebbe causare l'esclusione della società dalla maxi fusione.

In controtendenza Impregilo, che si riporta verso i massimi dell'anno.