(Teleborsa) - Pagamenti della pubblica amministrazione ancora nell'occhio del ciclone.
Non è bastata la rassicurazione del Premier Matteo Renzi, arrivata in occasione della presentazione del suo piano programmatico in cui il Premier ha assicurato che entro luglio ci sarà lo sblocco dei pagamenti dei debiti nei confronti della PA per 68 mld.
L'Italia resta inadempiente e rischia non una ma due procedure d'infrazione da parte dell'UE. E' l'allarme lanciato ieri dal vicepresidente della Commissione, Antonio Tajani che dopo aver esaminato la lettera di risposta del governo italiano all' UE del 10 marzo che avrebbe dovuto fugare ogni dubbio.
Secondo Tajani dubbi rimangono e non solo in quella parte della direttiva europea che impone i pagamenti rapidi.
Tajani ha spiegato che Roma avrebbe formulato "un'interpretazione della direttiva UE apparentemente non corretta" in base a cui la pubblica amministrazione può scegliere tra il pagamento nei tempi previsti (30-60 giorni) oppure il pagamento in ritardo con una mora dell'8% più il tasso d'interesse. "È su questo punto che ho chiesto ulteriori chiarimenti all'Italia" ha spiegato Tajani.