(Teleborsa) - Sembra proprio che Matteo Renzi abbia strappato all'Unione Europea il tanto sospirato via libera alla flessibilità. Ma non si dica che lui o qualcuno del suo entourage ha fatto il nome di Enrico Letta per la poltrona di Presidente del Consiglio europeo.

"Mai fatto il nome di Letta: se hai la presidenza della Banca Centrale Europea è difficile che un'altra presidenza tocchi all'Italia", ha spiegato il Premier in conferenza stampa al termine del vertice europeo a Bruxelles. "Un vertice tosto e complicato, molto importante anche per l'ampiezza dell'agenda", ha spiegato il Presidente del Consiglio.

Quanto alla flessibilità, Renzi fa sapere di aver "ottenuto per la prima volta un documento" nel quale si fa riferimento alla crescita e alla flessibilità di chi fa le riforme" perché "riteniamo che non si debbano violare le regole del Patto, ma viola il principio del Patto chi parla solo di stabilità e non di crescita". Dunque, "ora le riforme vanno fatte".

Parole, le sue, che hanno ricevuto l'endorsement di Angela Merkel. La Cancelliera tedesca ha infatti puntualizzato che il Patto di stabilità non può essere modificato, ma ci sarà una interpretazione "Paese per Paese".