(Teleborsa) - Crollano gli appalti pubblici, sia a livello nazionale che nel Mezzogiorno, ma il prezzo più alto lo paga la Puglia. L'allarme in una nota dell'Ance Puglia che parla di vero e proprio "profondo rosso: fino al 23 dicembre 2016 il numero dei bandi di gara si è quasi dimezzato rispetto al 2015 (passando da 1.551 a 882) mentre gli importi sono calati del 59,9% (da 1,8 miliardi a 740 milioni).
Se a livello nazionale (-29,3%) e meridionale (-28,9%) si è registrata una drastica flessione del valore degli appalti pubblici, per la Puglia si deve parlare di vero e proprio crollo.

BASILICATA E SICILIA IN CONTROTENDENZA - Male, dunque. Con qualche eccezione: infatti, proprio nel Mezzogiorno non sono mancate regioni in controtendenza, come la Basilicata (+49,5%) e, tra le isole, la Sicilia (+22,1%)".

LE RAGIONI DEL CROLLO - Gerardo Biancofiore, presidente di Ance Puglia, fa il punto: "La regione, più di altre, ha pagato sia gli effetti della transizione tra le due programmazioni di fondi comunitari e nazionali che le difficoltà di molte stazioni appaltanti nell'adeguare i capitolati di gara alla recente riforma. Per dare slancio ai primi risultati positivi, chiediamo alle stazioni appaltanti maggiore celerità nel mettere a bando i progetti per cui sono previsti finanziamenti e nel cantierizzare le opere".