(Teleborsa) - Ancora cattive notizie per le famiglie italiane: secondo quanto stabilito da ARERA, dal 1° dicembre la bolletta del gas salirà del 23,3% nel mercato tutelato. L’aumento delle bollette del gas pesa su imprese e famiglie costrette a fare i conti con costi energetici fuori controllo. Così Coldiretti commenta l' aumento del 23,3% della bolletta del gas a dicembre comunicata dall’Arera.
La spesa energetica ha un doppio effetto negativo perché – sottolinea Coldiretti – riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’agroalimentare con l’inverno. Il costo dell’energia – continua la Coldiretti – si riflette infatti in tutta la filiera e riguarda sia le attività agricole ma anche la trasformazione e la distribuzione.

La produzione agricola e quella alimentare in Italia assorbono oltre l' 11% dei consumi energetici industriali totali per circa 13,3 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtep) all’anno, secondo l’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Enea.

L'Unione Nazionale Consumatori parla di "una Caporetto. Al rincaro di novembre del 13,7% si aggiunge ora quello di dicembre. Bollette da infarto, insostenibili per troppi italiani" afferma il responsabile del settore energia, Marco Vignola, responsabile del settore energia. Secondo lo studio dell'Unc, per una famiglia tipo in tutela il +23,3% significa spendere su base annua 400 euro in più. La spesa totale nei dodici mesi (non, quindi, secondo l'anno scorrevole, ma dal 1° dicembre 2022 al 30 novembre 2023 nell'ipotesi di prezzi costanti) arriva alla cifra stellare di 2113 euro, che sommati ai 1434 della luce già scattati dal 1° gennaio 2023, determinano una stangata complessiva pari a 3547 euro.

Se il prezzo del gas sale del 23,3% rispetto a quello di novembre 2022, aumenta del 55,9% rispetto a un anno fa, ossia rispetto a dicembre 2021 e del 125% nel confronto con dicembre 2020.

"Il Governo si sta dimostrando del tutto inadeguato ad affrontare questa emergenza nazionale, limitandosi a riciclare quanto fatto da Draghi nonostante la situazione sia nel frattempo profondamente peggiorata. Regna il silenzio anche rispetto alla fine del mercato tutelato del gas che per i condomini e le associazioni, dalla polisportiva alla pro loco del paese, è prevista tra meno di 3 mesi, il 1° aprile 2023. Urge un rinvio" conclude Vignola.


Le tariffe aumentano del 23,3% e in termini di effetti finali, la spesa gas per la famiglia tipo nell’anno scorrevole (gennaio-dicembre 2022) è di circa 1.866 euro, +64,8% rispetto al 2021. Per Movimento Consumatori, come annunciato anche in una recente audizione con l'Autorità, il problema caro energia andrebbe affrontato alla radice con politiche volte ad arginare le speculazioni finanziarie. "Bisogna adottare un sistema di centralizzazione degli acquisti di gas naturale occorrenti al fabbisogno nazionale - spiega Alessandro Mostaccio, segretario generale Movimento Consumatori - affidando all’Acquirente Unico, nelle stesse forme già previste per il mercato elettrico, il compito di acquistare tutto il gas occorrente per il mercato di maggior tutela, per i clienti vulnerabili e per la Pubblica Amministrazione. L’Arera fisserebbe mensilmente i prezzi di riferimento sulla base dei costi di acquisto del gas da parte di Acquirente Unico. Se anche in questo modo il prezzo finale non fosse sostenibile potrebbe essere calmierato da provvedimenti governativi. Questo sistema influenzerebbe in positivo anche il prezzo del gas nel mercato libero”.

"Per le famiglie in difficoltà - afferma Ovidio Marzaioli, responsabile del settore Energia e Idrico MC - il Governo, tra le misure da adottare, dovrebbe prevedere anche una 'fornitura minima’ gratuita (già presente nel settore idrico) di energia elettrica e di gas da affiancare temporaneamente al bonus sociale. Questa misura sicuramente non risolutiva, potrebbe però contribuire nell’immediato ad alleviare per molti italiani il peso economico sempre meno sostenibile delle bollette”.

Anche Federconsumatori sottolinea come non ci siano buone notizie per le famiglie. La spesa per il gas della famiglia tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° gennaio 2022 e il 30 dicembre 2022) è di circa 1.866 euro, pari al +64,8% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente. Tale andamento dimostra come le tariffe tardino ancora a beneficiare della riduzione sul mercato all’ingrosso (oggi il gas all’apertura dei mercati si attesta a 77,5 euro al Mwh, il -23% rispetto alla media del mese precedente e il -31% rispetto a die mesi fa). Un fenomeno che interessa anche il mercato libero, sul quale sarebbe necessario un attento monitoraggio per contrastare i fenomeni speculativi in atto: molte aziende, infatti, pur acquistando gas ed energia elettrica a prezzi più favorevoli, continuano a rivenderli agli utenti a prezzi esorbitanti.

L’aumento della bolletta del gas, inoltre, contribuirà ulteriormente alla crescita generalizzata dei prezzi, che risulta già insostenibile per molte famiglie: l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato, infatti, che nel 2023, ogni nucleo dovrà affrontare per le altre spese aumenti di +2384 euro. Per questo è necessario un intervento più incisivo del Governo per aiutare le famiglie a sostenere tali costi: un intervento che vada oltre le misure, ancora insufficienti, previste in manovra.

Allarme che arriva anche dal Codacons che sottolinea come l'associazione aveva già parlato di inevitabili rincari alle porte per il gas.
Un aumento delle tariffe del 23,3% è peggiore delle aspettative ed equivale ad una bolletta media del gas che sale a quota 2.113 euro annui a famiglia - analizza il Codacons - Rispetto allo stesso periodo del 2021, infatti, i prezzi del gas risultano a dicembre più elevati del 55,8%, con un incremento di spesa pari a + 757 euro a nucleo rispetto alle tariffe in vigore a dicembre del 2021.
Una stangata che conferma l'allarme su prezzi e tariffe lanciato ieri dal Codacons, e che deve portare il governo ad adottare misure urgenti per salvare le tasche degli italiani, a partire dalla proroga del taglio delle accise sui carburanti e la sterilizzazione dell'Iva sui generi alimentari e di prima necessità.