(Teleborsa) - Il MIC (Misery index calcolato da Confcommercio) di dicembre 2025 sale, secondo la prima stima, a 9,6, un decimo in più su novembre. Nonostante i marginali movimenti l’indicatore si conferma ai minimi storici. Nella media del 2025 il MIC si è attestato a 10,0 il valore più basso dall’inizio delle serie storiche.
La stima dell’ultimo mese è sintesi di un lieve aumento dell’inflazione per i beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto (2,2% dal 2,0% di novembre) e di una stabilizzazione del tasso di disoccupazione esteso al 6,3%. Sul versante del mercato del lavoro è attesa, a dicembre, una sostanziale invarianza del numero di occupati associata a una modesta riduzione delle persone in cerca di lavoro, dinamiche che lascerebbero inalterato al 5,7% il tasso di disoccupazione ufficiale, anch’esso ai minimi storici. Sul versante delle unità di lavoro standard (Ula) destagionalizzate, interessate dalle diverse forme d’integrazione salariale (CIG e FIS), si conferma una situazione di scarsa dinamicità con un tasso di disoccupazione esteso stimato confermarsi al 6,3%.
Secondo le prime indicazioni a dicembre 2025 l’inflazione dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto è salita, su base annua, al 2,2%. Il dato riflette essenzialmente la tendenza all’aumento dei prezzi degli alimentari. In termini prospettici l’inflazione è stimata permanere, al netto dei marginali movimenti attesi per i consueti adeguamenti d’inizio anno, sui livelli storicamente contenuti registrati nei periodi più recenti.
Anche sul versante del mercato del lavoro non sono attese, nel breve periodo, sostanziali modifiche rispetto alle attuali dinamiche, con un tasso di disoccupazione che dovrebbe mantenersi ai minimi storici. Quest’ultimo elemento necessita, peraltro, di una maggiore attenzione in quanto si sta realizzando in presenza di dinamiche occupazioni che, pur mantenendosi complessivamente in territorio positivo, mostrano una minore vivacità e potrebbe essere rappresentativo anche delle difficoltà di ampliamento della forza lavoro presente sul mercato. Il fenomeno, da ricondursi anche alle conseguenze "dell’inverno demografico" con difficoltà di sostituzione al momento dell’uscita dei lavoratori più anziani, rende sempre più urgente l’aumento della quota di popolazione femminile presente attivamente nel mercato del lavoro. Elemento che pur potendo peggiorare nel breve periodo la disoccupazione, con effetti nell’immediato sull’area del disagio sociale, avrebbe innegabili riflessi positivi, nel medio termine, sulla condizione reddituale delle famiglie e dei consumi.
Misery Index Confcommercio in lieve rialzo a dicembre
Ma il disagio sociale resta ai minimi storici
13 gennaio 2026 - 10.29