(Teleborsa) - Il Presidente americano Donald Trump sta valutando un intervento in Iran ed incita i manifestanti a "prendere il controllo delle istituzioni", promettendo che "l'aiuto è in arrivo". Affermazioni che sono state giudicate "inaccettabili" da Mosca, che prevede "conseguenze disastrose" in seguito ad un nuovo attacco all'Iran. "Chi intende usare i disordini come pretesto deve essere consapevole delle conseguenze disastrose di tali azioni per la situazione in Medio Oriente e per la sicurezza internazionale globale", ha avvertito la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova

Anche la Cina ha condannato la posizione degli Stati Uniti e avvertito che, in qualità di principale acquirente del greggio iraniano, tutelerà "con decisione i suoi legittimi diritti e interessi".

Il Segretario di Stato Marco Rubio, che nei giorni scorsi ha avuto una serie di incontri a porte chiuse sulla situazione in Iran, ha chiarito che il Presidente sta valutando un intervento "non militare" a sostegno dei manifestanti, mentre Trump ha promesso ai manifestanti che "gli aiuti arriveranno presto", avvertendo i funzionari iraniani che "pagheranno un prezzo molto alto" se "non fermeranno le uccisioni senza senso dei manifestanti".

E mentre minaccia dazi al 25% contro tutti coloro che commerceranno con Teheran ed interventi non ben precisati, sollecitando gli americani in Iran a lasciare il Paese, il tycoon getta le basi per un sostegno ad un cambio di regime e prende contatti con il principe ereditario iraniano in esilio Reza Pahlavi, che non disdegna l'ipotesi di assumere la guida transitoria a seguito della caduta dell'attuale regime.

Nel frattempo, continua a salire il numero delle vittime della repressione, che secondo Iran International potrebbe aver già provocato già 12mila morti, perlopiù giovani sotto i 30 anni. Caso emblematico l'esecuzione prevista per oggi di un 26enne, arrestato assieme ad altri manifestanti. Per il regime iraniano i morti sarebbero molti di meno - fonti del ministero della Sanità iraniano hanno stimato circa 3.000 vittime - ma c'è anche chi ipotizza numeri sensibilmente più elevati: secondo i media americani si parla anche di 20.000 morti.

L'Onu afferma di essere "inorridito" dalle violenze, mentre l'UE minaccia nuove sanzioni contro il regime iraniano. "Il crescente numero di vittime in Iran è terrificante. Condanno inequivocabilmente l’uso eccessivo della forza e le continue restrizioni della libertà", ha commentato la Presidente UE Ursula von der Leyen su X, aggiungendo che l'Europa "ha già inserito l’intero Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nel suo regime di sanzioni per violazione dei diritti umani. In stretta collaborazione con l’Alta rappresentante Kaja Kallas saranno rapidamente proposte ulteriori sanzioni ai responsabili della repressione".