Questi ed altri temi sono stati affrontati all'interno della nuova ricerca dell'Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, che è stata presentata ieri all'interno del convegno "Dal rumore al valore: l'Italia come nuovo Data Center Hub europeo". Durante l'evento, Marco Zingales, Service initiatives business di Open Fiber, ha spiegato il ruolo della fibra FTTH (fiber to the home) all'interno della transizione: "Grazie alla capillarità della rete di Open Fiber, è oggi possibile realizzare dei data center in zone periferiche e lontane dai centri abitati, creando quindi delle infrastrutture moderne all'interno del territorio. Questo permette agli operatori di non dover per forza lavorare sugli hub centrali nazionali, rimanendo quindi all'interno del proprio territorio sviluppando il proprio business".
Una infrastruttura di rete solida e veloce è quindi un abilitatore per le aziende, che possono scegliere di investire virtualmente ovunque, perché la connettività potrà essere garantita su tutto il territorio; continua infatti Zingales: "Tramite la fibra ottica ad alta capacità, le connessioni vengono garantite da ogni punto d'Italia, anche il più remoto, fino a Milano o a Roma, dove avvengono gli scambi con gli operatori internet. La connettività potrà essere quindi esattamente come se un territorio remoto fosse virtualmente su Milano. In questo senso, potrà sembrare paradossale, gli Edge Data Center, che sarebbero in teoria 'periferici', per noi sono 'centrali'".
L'infrastruttura rappresenta quindi le fondamenta di un ecosistema che sta crescendo e che diventa sempre più importante per il paese, come ha spiegato Luca Dozio, Direttore dell'Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano: "Abbiamo stimato che siano stati investiti negli ultimi tre anni circa 7 miliardi di euro tra l'acquisto del terreno, la preparazione e l'attivazione dei Data Center, e prevediamo altri 25 miliardi nei prossimi tre anni. Entro la fine del 2028 quindi, se tutte le variabili dovessero funzionare in una maniera corretta, dovremmo arrivare a 25 miliardi di investimento totale. Questo è sicuramente un mercato che sta crescendo molto e soprattutto su diverse tipologie di Data Center, perché appunto abbiamo Data Center di grandissime dimensioni, soprattutto dedicati allo sviluppo degli algoritmi e all'addestramento degli algoritmi di intelligenza artificiale, ma anche Data Center che invece guardano più al futuro attraverso il tema dell'Edge Computing, quindi Data Center di piccole dimensioni, ma distribuiti in maniera capillare sul territorio, che vanno a rispondere ad un'esigenza che in molti casi ancora non abbiamo, ma su cui si sta lavorando, ovvero quella dei servizi a bassa latenza, dove il tempo di risposta e elaborazione dei dati deve essere quasi istantaneo. C'è una grande varietà e un grande fermento in questo mercato".
Secondo la ricerca dell'Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, i 7,1 miliardi di euro per la costruzione, l'approntamento e il riempimento di apparecchiature IT dei nuovi Data Center, costituisce per ora il 68% dei 10,5 miliardi stimati nello scorso 2023 per lo stesso periodo.