(Teleborsa) - Eni si è classificata al primo posto nel Corporate Human Rights Benchmark (CHRB) pubblicato il 14 gennaio dalla World Benchmarking Alliance (WBA) e discusso oggi nel webinar dedicato ai risultati chiave della WBA per il 2026. Questa valutazione fa parte di un'analisi globale che ha riconosciuto Eni come una delle 2mila aziende più influenti al mondo con la dimensione, la portata e la responsabilità necessarie per catalizzare un cambiamento significativo e sostenibile, fornendo una valutazione trasparente di come le imprese gestiscono e rispettano i diritti umani nelle loro operazioni e catene del valore.

Il Corporate Human Rights Benchmark valuta circa 100 aziende che operano in cinque settori ad alto rischio e ne esamina le prestazioni in cinque aree di misurazione: : impegni assunti a livello di policy aziendali, responsabilità a livello di consiglio di amministrazione, integrazione del rispetto dei diritti umani nella cultura aziendale e nei sistemi di gestione, due diligence in materia di diritti umani e meccanismi di rimedio e reclamo. Il primo posto di Eni rappresenta un miglioramento rispetto alla terza posizione del 2023 e la sua conferma nella top decile del benchmark rappresenta un obiettivo fissato nel Piano Strategico 2025 della Società.

Per Eni questo risultato è sia un riconoscimento dei progressi compiuti sia uno stimolo a continuare a rafforzare il proprio approccio, ampiamente dettagliato nel report "Eni for Human Rights" pubblicato nel 2025. L'impegno di Eni nel rispetto dei diritti umani è integrato nella sua Missione e delineato nella Policy "Rispetto dei diritti umani in Eni", approvata dal Consiglio di Amministrazione e in linea con i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e con le Linee guida dell'OCSE per le imprese multinazionali. Lo stesso impegno si riflette nel Codice Etico di Eni e nel Codice di Condotta dei Fornitori, che guidano l'impegno con i partner commerciali e gli stakeholder in tutto il mondo.