(Teleborsa) - Si riduce il disagio sociale grazie alla contemporanea riduzione dell'inflazione e della disoccupazione. E' quanto emerge dal Misery Index (MIC) calcolato mensilmente da Confcommercio. A gennaio, infatti, il MIC è sceso a 9,3, due decimi in meno su dicembre.
La stima dell’ultimo mese è sintesi di marginali riduzioni sia del tasso dell’inflazione per i beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto (2,1% dal 2,2% di dicembre), sia del tasso di disoccupazione esteso sceso al 6,1%.
Sul versante del mercato del lavoro è attesa proseguire, anche a gennaio, la tendenza registrata nei periodi più recenti in cui si registrano minime diminuzioni sia sul versante degli occupati sia delle persone in cerca di lavoro, dinamiche che porterebbero il tasso di disoccupazione ufficiale al 5,5%. Sul versante delle unità di lavoro standard (Ula) destagionalizzate, interessate dalle diverse forme d’integrazione salariale (CIG e FIS), si conferma una situazione di scarsa dinamicità con un tasso di disoccupazione esteso atteso scendere al 6,1%.
Secondo le prime indicazioni a gennaio 2026 l’inflazione dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto si è attestata, su base annua, al 2,1% (2,2% a dicembre). All’interno di questo aggregato gli alimentari si confermano la componente più dinamica, dato in linea o migliore rispetto a quanto si rileva in molti paesi europei, anche per la presenza di alcune tensioni su alcuni mercati delle materie prime.
In termini prospettici l’inflazione è stimata permanere, al netto di qualche oscillazione, sui livelli registrati nei periodi più recenti. Anche sul versante del mercato del lavoro non sono attese, nel breve periodo, sostanziali modifiche rispetto alle attuali dinamiche, con un tasso di disoccupazione che dovrebbe mantenersi ai minimi storici.
Confcommercio ricorda che parte delle dinamiche del mercato del lavoro potrebbero essere rappresentative dei primi effetti dell’inverno demografico: l’uscita dal mondo del lavoro dei nati a cavallo tra gli anni '50 e '60 non riesce ad essere pienamente coperta dalle generazioni più giovani. Nel medio periodo le difficoltà di reperimento della forza lavoro necessaria a sostenere i livelli produttivi possono essere attenuate principalmente attraverso un aumento della presenza delle donne nel mondo del lavoro. Allo stato attuale il tasso di partecipazione di questa componente si attesta poco al di sopra del 57%, valore molto distante tanto dalla media europea (oltre il 71%) quanto dal valore per i maschi in Italia (75,1%).
Confcommercio, si attenua il disagio sociale con calo inflazione e disoccupazione
06 febbraio 2026 - 11.02