(Teleborsa) - Mediobanca ha comunicato che l'utile netto consolidato dell'esercizio (di 6 mesi) al 31 dicembre 2025 si attesta su base ricorrente a 622,9 milioni di euro, in calo rispetto allo scorso anno (-5,6%), con un ROTE del 12,8% e RoRWA del 2,7% (rispettivamente 14,2% e 2,9% nell'esercizio chiuso al 30 giugno scorso). L'utile netto consolidato contabile è pari 512,6 milioni dopo aver recepito costi straordinari per 110,3 milioni collegati alle Offerte Pubbliche di Scambio (OPS) e all'allineamento ai criteri contabili di MPS. L'ultimo trimestre chiude con un utile netto di 221 milioni, dopo oneri non ricorrenti per 80 milioni.

"A fronte di una vivace attività di finanziamento, sia nel credito al consumo che nei finanziamenti corporate, l'ultimo trimestre, in particolare, sconta la debolezza dei flussi del WM, per l'uscita di bankers e l'andamento dell'advisory nel CIB inferiore rispetto ai risultati record registrati lo scorso anno", commenta la società.

L'avvio di misure di incentivazione e retention sia nel WM che nel CIB sul finire dell'esercizio, attese proseguire nel 2026, hanno determinato un temporaneo aggravio del cost/income consolidato (46% nel semestre, +3 pp a/a, 47% nel trimestre, +3pp t/t).

Nel dettaglio nei 6 mesi, l'andamento commerciale vede: aumento dei volumi creditizi (stock in crescita da 54,3 a 55,9 miliardi) in particolare nel Consumer (erogato a 4,9 miliardi; +12% a/a, stock a 16,7 miliardi +7% a/a), Corporate (stock a 20,9 miliardi; +1% a/a); TFA a 115,3 miliardi (+3% nei sei mesi, stabili rispetto ai 115,9 miliardi di settembre). La crescita di 3,8 miliardi nei 6 mesi deriva per oltre la metà da effetto mercato (+1,8 miliardi) a fronte di un contributo delle nuove masse nette (1,4 miliardi) inferiore agli ultimi semestri (+4,8 miliardi nel secondo semestre 2024; 6,2 miliardi nel primo semestre 2025); l'andamento è particolarmente debole nell'ultimo trimestre con una NNM della divisione negativa per 1,1 miliardi, prevalentemente derivante dal segmento private domestico (-1,4 miliardi) e con una riduzione di Premier (205 milioni contro 1,1 miliardi nei primi 3 mesi dell'esercizio); Investment Banking in riduzione, anche a causa del differimento al 2026 di alcune operazioni (soprattutto estere), penalizzato dal confronto con il record registrato nell'Advisory a fine 2024 (contributo di Arma e concomitanza di diversi big ticket in Mediobanca).

"In un periodo di inevitabile transizione, Mediobanca può far leva su business solidi e professionalità distintive, e prepararsi così a scrivere un nuovo capitolo della sua storia, avendo costruito nei suoi 80 anni di vita un patrimonio di fiducia unico nel panorama finanziario italiano - ha commentato l'AD Alessandro Melzi d'Eril - Investire sulle nostre persone e sul loro talento sarà la priorità di questo percorso, con l'obiettivo di confermarci partner di riferimento per gli imprenditori in tutte le loro esigenze finanziarie, dalla crescita dell'impresa alla gestione del patrimonio. Con questa determinazione e impegno, ci accingiamo ad iniziare l'esercizio 2026 in ripresa su tutto il franchise".

Il CdA ha deliberato di proporre alla prossima assemblea del 14 aprile, la distribuzione di un dividendo unitario di 0,63 euro per azione corrispondente ad un payout del 100% in pagamento ad aprile 2026 (data stacco 20/4, record date 21/4, data pagamento 22/4).

Mediobanca aggiornerà le previsioni del Piano 25-28, in coerenza con la revisione delle linee guida strategiche del Gruppo MPS.