(Teleborsa) - Via libera del Consiglio dei ministri al disegno di legge sull'immigrazione. Il testo composto da 17 articoli, comprende nuove misure e disposizioni per l'attuazione del Patto Ue sulla Migrazione e l'asilo. Tra i provvedimenti centrali il cosiddetto "blocco navale" con il ritorno del "sistema Albania", ma anche requisiti più severi per ottenere la protezione speciale e l'ampliamento dei reati per cui il giudice può decidere l'espulsione di un migrante.
"I confini dell'Italia sono i confini dell'Europa. Difenderli è un dovere", ha scritto su X il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, spiegando che nel provvedimento ci sono "una serie di misure per rafforzare le espulsioni e garantire maggiore incisività nella gestione dei flussi migratori. È prevista anche la possibilità – aggiunge – di vietare l'ingresso nelle nostre acque territoriali per motivi di sicurezza nazionale".
"Il provvedimento – si legge nella nota di Palazzo Chigi – introduce una riforma organica volta a potenziare gli strumenti di contrasto all'immigrazione illegale e a garantire una gestione più rigorosa dei flussi migratori". Si compone di due parti: la prima introduce norme che entreranno in vigore a seguito della pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale; la seconda parte conferisce invece un'ampia delega al Governo per l'adozione, entro sei mesi, di decreti legislativi necessari al recepimento delle direttive UE e all'adeguamento ai nuovi regolamenti comunitari.
Contrasto all'immigrazione illegale e "blocco navale" – "Il testo – evidenzia Palazzo Chigi – valorizza le misure di prevenzione alle frontiere, attuando una strategia di difesa dei confini che mira a ridurre drasticamente le partenze irregolari".
Gestione delle crisi e interdizione delle acque territoriali – In attuazione del Regolamento (UE) 2024/1359, vengono definite procedure specifiche per affrontare situazioni di afflusso massiccio e strumentalizzato di migranti, con la possibilità di interdire l'attraversamento delle acque territoriali a navi in presenza di minacce gravi per l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale.
Disciplina del trattenimento – Vengono normate in modo compiuto le modalità di trattenimento dello straniero nelle more delle procedure di esame della domanda di protezione.
Espulsione giudiziale – Si ampliano le ipotesi in cui il giudice, con sentenza di condanna, può disporre l'espulsione o l'allontanamento dello straniero ed è prevista una procedura accelerata per l'esecuzione delle espulsioni di stranieri detenuti.
Monitoraggio delle frontiere esterne – Viene istituito un sistema di sorveglianza integrata che permette di agire preventivamente sulle rotte migratorie, rafforzando la cooperazione con le agenzie europee (Frontex) per il controllo dei confini marittimi e terrestri.
Procedura di rimpatrio alla frontiera – Si introduce una procedura accelerata che si svolge direttamente presso i valichi o nelle zone di transito, permettendo l'allontanamento immediato dei soggetti provenienti da Paesi sicuri o con domande manifestamente infondate. ---Requisiti stringenti per la protezione complementare e i ricongiungimenti familiari Per evitare l'uso strumentale delle norme sui legami familiari, il disegno di legge introduce criteri di maggior rigore rispetto agli attuali.
Protezione complementare – Sono definite con precisione le condizioni che dimostrano l'effettiva esistenza di vincoli familiari e di integrazione sociale. L'accertamento deve basarsi sulla natura effettiva dei legami, sulla durata del soggiorno nel territorio nazionale e sull'esistenza di legami familiari, sociali o culturali con il Paese d'origine, impedendo il rilascio del titolo in presenza di condanne per reati che comportano la pericolosità sociale del richiedente. *
Ricongiungimenti familiari – La delega al Governo specifica i criteri per l'identificazione dei familiari che hanno titolo al ricongiungimento, al fine di limitare l'abuso dello strumento e di garantire che l'accesso ai benefici sia riservato a chi versi in condizioni di oggettiva vulnerabilità e privo di adeguato sostegno nel Paese d'origine.
Per quanto riguarda le modifiche al Testo unico immigrazione e protezione internazionale le norme immediatamente precettive intervengono su diverse criticità del sistema attuale.
Accoglienza e revoca delle misure – Le prestazioni di accoglienza vengono condizionate all'effettiva permanenza del richiedente nel centro assegnato. La violazione delle regole di convivenza o la disponibilità di mezzi economici sufficienti comporteranno la revoca immediata o l'obbligo di rifusione dei costi sostenuti dallo Stato.
Sanzioni e controlli – Vengono inasprite le sanzioni per l'inosservanza degli ordini di allontanamento e potenziati i poteri di accertamento della polizia giudiziaria per l'identificazione di chi occulta la propria identità o nazionalità.
Attuazione del Patto UE e altre deleghe al Governo – Il disegno di legge stabilisce il quadro per l'integrazione dell'ordinamento italiano con il nuovo Sistema europeo comune di asilo (CEAS). Il Governo è delegato ad adottare decreti legislativi per: recepimento della direttiva (UE) 2024/1346, finalizzata a uniformare le condizioni di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale in tutto il territorio dell'Unione; adeguamento ai Regolamenti 2024/1347 e 2024/1348, concernenti rispettivamente le qualifiche per la protezione internazionale e la procedura comune di protezione internazionale, con l'obiettivo di rendere i processi di analisi delle domande più rapidi e certi; sistema EURODAC e screening: adeguamento al Regolamento (UE) 2024/1358 per il potenziamento della banca dati biometrica e al Regolamento (UE) 2024/1351 sulla gestione dell'asilo e della migrazione.
XXXX
Entrando nel dettaglio, viene introdotta l'«interdizione temporanea dell'attraversamento del limite delle acque territoriali» in caso di minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale - per 30 giorni prorogabili non oltre sei mesi. I migranti a bordo delle imbarcazioni potranno essere condotti «anche in Paesi terzi diversi da quello di appartenenza o provenienza con i quali l'Italia ha stipulato appositi accordi o intese che ne prevedono l'assistenza, l'accoglienza o il trattenimento in strutture dedicate». Nel caso di violazione del blocco scatta una sanzione da 10.000 a 50.000 euro e, quando c'è reiterazione, la confisca della nave. La «responsabilità solidale» si estende «all'utilizzatore o all'armatore e al proprietario della nave». Diventa poi più difficile ottenere la protezione speciale Saranno necessari quattro requisiti: avere un periodo di soggiorno regolare di almeno cinque anni, una conoscenza 'certificatà della lingua italiana, la disponibilità di un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari e una disponibilità finanziaria analoga a quella richiesta per i ricongiungimenti familiari. Solo nel 2024 le commissioni territoriali hanno esaminato 90mila richieste di protezione che nel 64% di casi sono state respinte. La protezione speciale è stata data nel 14% dei casi, ossia a quasi 13mila persone, cui si aggiungono quelli che hanno ottenuto lo status di rifugiato o un'altra forma di protezione, quella sussidiaria. Si ampliano, inoltre, i casi in cui il giudice (con sentenza di condanna per gravi reati) può disporre l'espulsione dello straniero. D'ora in poi sarà possibile l'allontanamento dall'Italia per i reati di violenza o minaccia a pubblico ufficiale, i reati contro la famiglia e la partecipazione a rivolte nei Cpr. Il segretario di +Europa, Riccardo Magi, lancia un allarme: nel testo, osserva, c'è «una cosa che, seppure formulata in modo poco chiaro, sembra inaudita e anche incostituzionale, vale a dire una limitazione dei poteri ispettivi dei parlamentari all'interno dei Cpr. Ci opporremo strenuamente a ogni tentativo del genere, chiediamo al governo di chiarire e ai presidenti delle Camere di attivarsi immediatamente per tutelare le prerogative parlamentari». Nel ddl si legge che possono entrare nei centri «i membri del Governo e del Parlamento nazionale e i loro collaboratori stabili incardinati nell'ambito del loro ufficio, limitatamente alla facoltà di colloquio con gli stranieri presenti nei centri che ne fanno richiesta». Dure critiche dalle ong. «È rivoltante trattare come un pericolo per lo Stato uomini, donne e bambini che fuggono da miseria e persecuzioni - attacca Sea-Watch Italy - È vigliacco respingere le persone nei paesi che le perseguitano. Non è sicurezza, è disumanità. Moltiplicheremo gli sforzi per salvare chi rischia la vita in mare». Sulla stessa linea Francesca Bocchini di Emergency che esprime «preoccupazione» per «un'ulteriore stretta e restringimento dello spazio operativo delle organizzazioni non governative che operano in mare e della tutela del diritto alla vita dei migranti nel Mediterraneo Centrale».