(Teleborsa) - Il piano di investimenti da 1 miliardo di euro per l'ex-Ilva, annunciato ieri da Acciaierie d'Italia non soddisfa i sindacati, che protestano e sollecitano l'intervento diretto di Palazzo Chigi, nella trattativa per il rilancio dello stabilimento di Taranto. Il miliardo di investimenti annunciato da AdI è insufficiente a risolvere tutte la criticità relative alla sicurezza, sottolineano Fim, Fiom, Uilm in una conferenza stampa congiunta, criticando anche la scelta della società Flacks come partner industriale.

"Noi aspettiamo una convocazione da parte del governo", ha affermato il leader della Fim, Ferdinando Uliano, aggiungendo "se la convocazione non avviene entro il mese di febbraio siamo pronti ad autoconvocarci davanti a Palazzo Chigi". "La situazione e' grottesca: organizzazioni sindacali e lavoratori à - ha proseguito - non vengono convocati nemmeno sull'aggiornamento del piano di vendita e sull'interlocuzione con il fondo Flacks".

"Ci sembra invece che il silenzio che sta accompagnando questi mesi, in cui non siamo stati coinvolti, sia la rappresentazione di un'enorme difficoltà da parte del governo di concludere in modo positivo la vertenza", ha denunciato il sindacalista, chiedendo "responsabilità dal governo nell'assumere una decisione".

Una posizione condivisa dal collega della Fiom Rocco De Palma, che afferma "ora e' ancora più chiaro che l'unico che può gestire gli impianti, garantendo l'occupazione è lo Stato". "Il governo deve avere la regia della gestione dell'ex Ilva con imprenditori italiani che siano d'aiuto alla gestione".

"Decidere di non coinvolgere le organizzazioni sindacali è un fatto gravissimo", ha concluso Uliano.