(Teleborsa) - Il 27 febbraio, nel cuore di Cremona, città simbolo della liuteria e della tradizione strumentale europea, l'ADUIM - Associazione fra Docenti Universitari Italiani di Musica riporta al centro del dibattito nazionale il valore musica colta portando a Palazzo Raimondi, sede del Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia, la terza edizione del Premio ADUIM, osservatorio privilegiato sulle trasformazioni della ricerca musicologica italiana.

L’appuntamento si inserisce in un contesto strategico per il sistema culturale italiano: la musica d’arte non solo come patrimonio identitario, ma come filiera produttiva che coinvolge università, editoria specializzata, istituzioni concertistiche e alta formazione. Il Premio, nato per iniziativa dei docenti universitari di musica, rappresenta infatti un riconoscimento assegnato dalla comunità accademica alle produzioni in cui ricerca, analisi e riflessione critica diventano strumenti di conoscenza condivisa.

Fondata nel 1994, l’ADUIM svolge da oltre trent’anni un ruolo di coordinamento scientifico e rappresentanza istituzionale dei docenti universitari di area musicale. La missione dell’associazione è promuovere lo sviluppo delle discipline musicali all’interno dell’università italiana, rafforzare il dialogo con le altre aree del sapere e sostenere la trasmissione del patrimonio musicale e musicologico come bene comune. In questo quadro, il Premio si configura come uno strumento concreto di valorizzazione: non solo un riconoscimento simbolico, ma un’azione culturale che mira a consolidare la qualità della ricerca, incentivare la produzione editoriale scientifica e rendere più visibile il contributo dell’accademia italiana nel panorama internazionale.

La nuova edizione segna un passaggio significativo: il Premio "raddoppia" e introduce, accanto alle produzioni musicali legate alla ricerca, una nuova categoria dedicata alle migliori pubblicazioni scientifiche del biennio precedente. Una scelta che rafforza la doppia valorizzazione al centro dell’iniziativa: da un lato la musica colta come pratica viva, dall’altro l’editoria musicologica come infrastruttura culturale capace di alimentare il dibattito internazionale e di sostenere la competitività del sistema universitario italiano.

Per la terza edizione del premio, sono state selezionate due opere scientifiche che si distinguono per impatto e innovazione metodologica: la monografia Recording Voices. Archeologia fonografica dell’Opera (1887–1948) di Daniele Palma, dedicata all’archeologia fonografica dell’opera tra Otto e Novecento, e il saggio di Francesco Fontanelli The Movement Plans for the Quartet Op. 127 and the “Backstage” of Beethoven’s Late Style, pubblicato su The Beethoven Journal sui processi compositivi del tardo Beethoven.

Due lavori che testimoniano come la ricerca italiana sia in grado di dialogare con i principali filoni internazionali, contribuendo a ridefinire strumenti e prospettive degli studi musicali.

La giornata si articola in tavole rotonde dedicate allo stato della ricerca musicologica italiana nel contesto globale e al futuro dei dottorati in discipline musicali, evidenziando un tema centrale anche in chiave economica: la formazione avanzata come leva per attrarre talenti, generare innovazione e consolidare reti accademiche internazionali.

A chiudere la cerimonia, il Quartetto Goldberg dell’Accademia Stauffer, con un programma che attraversa Haydn, Schulhoff e Mendelssohn, restituisce alla dimensione performativa quanto elaborato nel dibattito teorico, rafforzando l’idea di una filiera integrata tra studio, produzione e interpretazione.

Non è casuale che tutto questo accada a Cremona: città UNESCO per la liuteria tradizionale, polo universitario specializzato in musicologia, crocevia tra artigianato d’eccellenza, ricerca accademica e produzione artistica. Il Premio ADUIM si inserisce così in un ecosistema territoriale che fa della musica un asset identitario e strategico, confermando come la valorizzazione della musica colta e dell’editoria scientifica rappresenti non solo un investimento culturale, ma anche un fattore di sviluppo per il territorio e per il sistema Paese.

(Foto: Foto Valentina Sensi)