(Teleborsa) - "L'Europa si trova di fronte a una fase decisiva della sua evoluzione economica e finanziaria, e non solo per motivi geopolitici. Ci si auspica che così come è successo nei momenti più difficili, l'Europa ritrovi un senso di unità e visione comune". Lo ha detto Massimo Mocio, presidente di Assiom Forex, al 32° congresso annuale di Assiom Forex presso il Palazzo del Casinò al Lido di Venezia. In particolare, guardando mercati finanziari, secondo Mocio ci si dovrebbe muovere su tre direttrici fondamentali: la mobilitazione del risparmio verso asset europei, la creazione di un vero "safe asset" continentale, l'accelerazione della trasformazione digitale.

Sul primo fronte, "è fondamentale che le imponenti risorse di risparmio europee - pari a circa 33 trilioni di euro - vengano mobilitate verso investimenti domestici, perché altrimenti queste continueranno a riversarsi su altri mercati. Il dominio del dollaro rimane schiacciante: circa due terzi della capitalizzazione mondiale è in azioni USA e i Treasury rappresentano un quarto del mercato obbligazionario globale. E oggi gli investitori europei sono tra i principali detentori di Treasury statunitensi, con circa 2,8 trilioni custoditi in Europa e Regno Unito".

"Un mercato dei capitali "livellato", spesso e profondo, e un sistema bancario più grande e più efficiente sono condizioni imprescindibili per riportare a casa risorse che sono, e devono rimanere, Europee - ha proseguito - Dobbiamo in qualche modo risolvere questo "doom loop": mancanza di banche di scala veramente europea, mercati dei capitali non sufficientemente sviluppati, risparmio che finisce per finanziare attività nel "resto del mondo". Le idee ci sono, ci vuole la volontà di procedere all'execution, con step concreti e prevedibili".

Il secondo punto fondamentale "e fortemente collegato al primo è la creazione di un, vero e proprio, "safe asset" europeo risponderebbe al forte interesse degli investitori istituzionali per la diversificazione di portafoglio, poiché, nonostante la debolezza del dollaro, i deflussi netti dagli asset americani nel 2025 sono stati marginali, a causa proprio della mancanza di mercati alternativi sufficientemente profondi e liquidi - ha sostenuto Mocio - Esiste una domanda naturale per un titolo di debito europeo ed il momento è particolarmente favorevole, grazie al restringimento degli spread sovrani, che riduce fortemente il costo marginale di un'emissione comune".

"Anche in questo caso occorre essere molto pragmatici: a mio avviso i "safe assets" europei esistono già e si chiamano, European Union Bonds, nati per finanziare il programma Next Generation EU ed altri programmi comuni - ha aggiunto - Da oggi a fine anno supereremo gli 800 miliardi di titoli outstanding sul mercato secondario, con dimensione e liquidità comparabili a quelle dei migliori titoli governativi. Ma è necessario rendere "definitivo" il programma, la cui scadenza teorica è prevista per quest'anno. Gli "EU Bonds" sono gli strumenti ideali per finanziare in Europa le transizioni energetiche e digitali e, possibilmente, anche gli investimenti per la difesa del continente".

Sul terzo fronte, quello dell'accelerazione della trasformazione digitale, è "fondamentale accelerare", in modo "coerente e competitivo rispetto ai principali attori globali, poiché, è nelle carte una crescente interazione tra asset tradizionali in moneta fiat e asset digitali, che per ora restano sostanzialmente separati. Prima o poi questa convergenza ci sarà: ci sono già asset che testimoniano il grande successo della convergenza di questi due mondi, nel panorama degli ETF ad esempio".

In definitiva, "crediamo - che nel campo digitale - per le banche - e in particolare per quelle europee - la sfida principale non sarà la disintermediazione generata da asset digitali, siano essi "Digital Currency di Banca Centrale", stablecoins o crypto-assets, bensì la capacità di restare sulla frontiera dell'innovazione, gestendo la crescente complessità e frammentazione delle infrastrutture - sia di pagamento che di intermediazione – e contrastando la inevitabile concorrenza delle Fintech", ha concluso.