(Teleborsa) - "A Kiev per la decima volta dall'inizio della guerra. Per ribadire che l'Europa è al fianco dell'Ucraina, finanziariamente, militarmente e in questo rigido inverno. Per sottolineare il nostro impegno costante nella giusta lotta dell'Ucraina. E per inviare un messaggio chiaro sia al popolo ucraino che all'aggressore: non ci arrenderemo finché non sarà ristabilita la pace. La pace alle condizioni dell'Ucraina". È quanto ha scritto su X la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, appena arrivata a Kiev con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e alcuni commissari europei – tra i quali quello all'Energia Dan Jorgensen – e un gruppo di leader del continente, tra i quali il primo ministro croato Andrej Plenkovic, la premier danese Mette Frederiksen, il presidente ceco Petr Paver, per fare il punto della situazione con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel quarto anniversario dell'invasione russa. Tra i dossier principali sul tavolo l'energia e il sostegno all'Ucraina segnata dal freddo a causa delle bombe russe.

Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina "abbiamo una nuova Ue. Poi abbiamo il pieno accordo per sostenere l'Ucraina" anche se "a volte non è facile prendere decisioni" ha detto Costa parlando con un gruppo di media internazionali, durante il viaggio in treno per Kiev.

Sul prestito Ue di 90 miliardi di euro (106 miliardi di dollari) all'Ucraina previsto – destinato principalmente a coprire le spese militari e al sostegno al bilancio generale – pesa il veto del premier ungherese Viktor Orban. "È assolutamente inaccettabile che uno Stato membro non rispetti quanto concordato dal Consiglio europeo. Conto su tutti i 27 Stati membri affinché mantengano gli impegni assunti. Prima, piuttosto che poi, avremo il prestito" ha assicurato Costa. Ma se l'Ue proverà a venire incontro alle richieste di Zelensky sul fronte degli aiuti energetici, allo stesso tempo Costa affronterà con il presidente ucraino anche il caso dell'oleodotto Drubzha, che secondo Budapest l'Ucraina sta volutamente non riparando. Come ritorsione Orban ha bloccato le nuove sanzioni per Mosca e il prestito da 90 miliardi a Kiev. L'idea dei vertici Ue è quella di assicurarsi che l'oleodotto sia presto riparato, per non fornire alcun casus belli a Orban. Una volta ripristinato il flusso di petrolio, Bruxelles si aspetta immediatamente dopo il via libera dell'Ungheria al prestito per Kiev.

"La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non riuscendo ad avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira civili e infrastrutture critiche ucraine, comprese quelle energetiche, ospedali, scuole ed edifici residenziali, nel mezzo di un inverno rigido. Gli ucraini restano straordinari per fermezza, determinazione e resilienza – hanno affermato questa mattina in una nota congiunta von der Leyen, Costa e Metsola –. La guerra di logoramento di Putin sta progressivamente indebolendo la Russia e siamo determinati ad aumentare ulteriormente la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione e si impegni in negoziati significativi verso la pace".

"Oggi, quattro anni fa, la Russia ha avviato la sua guerra di aggressione su larga scala e illegale contro l'Ucraina. Ancora una volta rendiamo omaggio al coraggio del popolo ucraino, che continua a resistere e a difendere il proprio Paese" proseguono i vertici Ue sottolineando "l'importanza di mantenere la solidarietà transatlantica e globale" con Kiev. "Siamo pronti a intensificare la pressione sui settori energetico e finanziario russi e ad adottare ulteriori misure contro la flotta ombra. Ma il nostro impegno a sostegno dell'Ucraina guarda anche al giorno dopo, quando i combattimenti termineranno. L'Ue e i suoi Stati membri, nel rispetto delle rispettive competenze, sono pronti a contribuire a garanzie di sicurezza solide e credibili per assicurare che la Russia non possa mai più attaccare l'Ucraina – proseguono ancora i tre presidenti –. Faremo in modo che la Russia sia chiamata a rispondere dei crimini commessi e dei danni causati. Siamo impegnati a rendere operativi al più presto il Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l'Ucraina e una commissione internazionale per i reclami dell'Ucraina, entrambi nell'ambito del Consiglio d'Europa". "Il futuro di un'Ucraina sicura e prospera è nell'Unione europea. L'Ucraina ha compiuto progressi significativi nelle riforme per l'adesione all'Ue in circostanze estremamente difficili. Può contare sul nostro pieno sostegno nel percorso di adesione all'Unione europea e nella ricostruzione post-bellica. Restiamo al fianco dell'Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un'Ucraina forte e sovrana".

"È previsto un nuovo pacchetto di sostegno per la consegna d'urgenza di generatori e aiuti umanitari. Per rafforzare la resilienza energetica dell'Ucraina ed evitare il ripetersi dell'emergenza attuale, stiamo lavorando con Kiev a un nuovo piano di sicurezza e preparazione energetica, incentrato sulla riparazione e il rafforzamento delle reti, il rapido riavvio delle centrali danneggiate e la diffusione accelerata della produzione di energia rinnovabile decentralizzata – annunciano nella nota congiunta von der Leyen, Costa e Metsola –. Quest'inverno, l'Ue e i suoi Stati membri hanno fornito all'Ucraina un'assistenza energetica senza precedenti, insieme a sistemi di difesa aerea e anti-drone, nonché aiuti umanitari".

A Kiev, Costa e von der Leyen saranno con Zelensky per le commemorazioni di piazza Maidan, poi avranno un trilaterale, seguito dalla partecipazione alla riunione dei Volonterosi convocata da Parigi e Londra. L'Europa, nel suo complesso, ha finora dato quasi 200 miliardi di aiuti a Kiev ed è pronta a fare di più. Ma non appare pronta a dire la sua anche nei negoziati di pace tra Ucraina, Russia e Usa, che potrebbero avere un nuovo round il 27 o 28 febbraio. Il nodo principale resta quello del sedersi al tavolo con Mosca. L'idea, lanciata da Parigi e sostenuta anche da Giorgia Meloni, non piace a tutti. "È un segnale spagliato. Noi vogliamo l'intesa ma è chiaro che la Russia non è seria" ha avvertito il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul. "Prima di parlare con Mosca dobbiamo chiarire cosa vogliamo", ha osservato l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas. A questo, certamente, servirà anche la nuova riunione della Coalizione dei Volenterosi.

"In solidarietà con il popolo ucraino, issiamo la bandiera ucraina accanto a quella dell'Unione europea presso la sede centrale della diplomazia europea. Questo è più di un simbolo. Il futuro dell'Ucraina è all'interno dell'Ue – ha scritto sui social Kallas –. Con il nostro sostegno, gli ucraini stanno resistendo. La via più rapida per porre fine a questa guerra è esercitare più pressione sulla Russia e dare maggiore sostegno all'Ucraina. Che questo sia l'ultimo anniversario della guerra che celebriamo".

(Foto: Yehor Milohrodskyi su Unsplash)