(Teleborsa) - I consumatori dell’area euro hanno ridotto le loro aspettative d’inflazione a breve e lungo termine, secondo l’ultimo Consumer Expectations Survey della Banca Centrale Europea. A gennaio, l’inflazione attesa nei 12 mesi successivi è scesa al 2,6%, rispetto al 2,8% di dicembre. Anche le aspettative a cinque anni sono diminuite, dal 2,4% al 2,3%, mentre quelle a tre anni sono rimaste stabili al 2,6%.

Questa dinamica si inserisce in un contesto in cui l’inflazione effettiva è rimasta vicina al target del 2% per gran parte del 2025, per poi scendere sotto tale soglia grazie al calo dei costi energetici e ai prezzi contenuti delle importazioni, in particolare dalla Cina.

Implicazioni per la politica monetaria

Con l’inflazione ormai considerata sotto controllo, la BCE non discute da mesi possibili cambi di rotta nella politica monetaria. Alcuni membri del Consiglio direttivo temono persino che nei prossimi anni l’inflazione possa risultare troppo bassa, più che troppo alta.

Fiducia dei consumatori e quadro macroeconomico

Parallelamente, le aspettative di crescita dei redditi sono leggermente aumentate, dall’1,1% all’1,2%, mentre quelle sulla crescita economica complessiva restano invariate. Il quadro dell'indagine suggerisce che i consumatori continuano a percepire una certa resilienza dell’economia dell’Eurozona.

La crescita effettiva, infatti, si è rivelata più solida del previsto negli ultimi trimestri, con le imprese che sembrano essersi adattate alla volatilità generata dai rapidi cambiamenti nella politica tariffaria dell’amministrazione Trump, negli Stati Uniti.