(Teleborsa) - L’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili (UNGDCEC) ha predisposto un Protocollo d’intesa da proporre, tramite le proprie Unioni locali, alle Sezioni procedure concorsuali dei Tribunali italiani, con l’obiettivo di favorire l’accesso dei giovani professionisti agli incarichi conferiti dall’Autorità giudiziaria nell’ambito delle procedure di crisi e insolvenza.

"L’iniziativa nasce in un contesto in cui la professione registra un invecchiamento progressivo della platea e una riduzione delle fasce più giovani, come evidenziato da analisi della Fondazione Nazionale dei Commercialisti e dell’Osservatorio delle libere professioni di Confprofessioni", afferma Francesco Cataldi, presidente UNGDCEC. "Nel comparto degli incarichi giudiziali, inoltre, permangono in molte sedi prassi che concentrano le nomine su un numero ristretto di professionisti, nonostante il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza richiami, tra l’altro, i principi di trasparenza, rotazione ed efficienza".

Con questo Protocollo, evidenzia Cataldi, "mettiamo dunque a disposizione dei territori uno strumento operativo per rendere più accessibile il circuito degli incarichi giudiziali, nel rispetto delle esigenze degli uffici e della qualità delle procedure. Trasparenza e rotazione vanno tradotte in prassi verificabili, che consentano anche ai giovani competenti di maturare esperienza".

Il testo disciplina criteri e modalità per il conferimento degli incarichi di curatore, commissario giudiziale, liquidatore e ausiliario. Introduce la figura del "Giovane Professionista", definito come iscritto all’Elenco ex art. 356 CCII, con meno di 43 anni e con non più di tre nomine pregresse, prevedendo un inserimento progressivo nelle procedure: dalle meno complesse a quelle più articolate, anche tramite affiancamenti e la possibilità di nomina come coadiutori.

"Il Protocollo tiene insieme il quadro normativo e la realtà delle prassi locali, offrendo un modello replicabile e adattabile", afferma Federico Giotti, vicepresidente UNGDCEC. "È un supporto concreto alle Unioni territoriali nel dialogo con i Tribunali, per uniformare criteri e rendere effettiva la turnazione".

Tra gli impegni indicati, il Protocollo richiama anche l’attenzione alla parità di genere nelle attribuzioni, con l’obiettivo di un equilibrio coerente con la composizione delle diverse fasce professionali. "La qualità dei percorsi passa anche dall’inclusione - sottolinea Carolina Rumboldt, consigliera UNGDCEC -. Garantire opportunità eque, anche rispetto al genere meno rappresentato, significa rendere il sistema delle nomine più moderno e trasparente".

"La proposta valorizza formazione, gradualità e affiancamento: elementi essenziali per far crescere nuove competenze senza abbassare gli standard", spiegano Enrico Lombardo e Roberto Gennari, consiglieri UNGDCEC. "Definire criteri chiari e un percorso di accesso progressivo consente di ampliare la platea dei nominabili e di rafforzare, nel tempo, la qualità della gestione delle procedure".