(Teleborsa) - L'Iran è sotto una pioggia di bombe dalla serata di ieri. L'esercito israeliano ha lanciato un'offensiva di "vasta portata" contro gli obiettivi sensibili - ha confermato l'IDF su Telegram - colpendo sistemi di difesa aerea ed altre infrastrutture militari e siti di lancio. Una forte esplosione è stata udita anche a Beirut in Libano mentre proseguono lanci di missili fra Israele ed Herezbollah.
Gli attacchi reciproci fra Israele ed Hezbollah si sono intensificati dopo la morte della guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei. Al suo posto è stato ora formalmente eletto il figlio Mojtaba, su indicazione delle Guardie Rivoluzionarie. Secondo il Presidente Trump, "lo scenario più negativo in Iran, a questo punto, è che il Paese sia preso da qualcuno che è peggio", mentre non pare un'alternativa percorribile la leadership del figlio del vecchio scià, Reza Pahlavi.
L'Europa si sta preparando al peggio, con il Regno Unito che sta già proteggendo i cieli di Giordania ed Iraq ed ha deciso di inviare a Cipro la nave militare Dragon ed elicotteri anti-drone, mentre la Francia sta inviando rinforzi aerei e navali e la portaerei Charles de Gaulle. Per tutta risposta l'Iran ha ammonito l'Europa, avvertendo che qualunque "azione difensiva" sarà considerata "un atto di guerra".
L'Italia continua a ripetere che "non è in guerra con nessuno" e che "l'Europa non c'entra niente, non deve essere assolutamente coinvolta in questa vicenda". Una posizione di mezzo che non potrà durare a lungo, dal momento che alla fine Roma dovrà prendere una posizione, anche rispetto all'uso delle basi militari da parte degli Stati Uniti. Al momento si sta valutando un decreto, che potrebbe vedere la luce già al CdM di venerdì, per fornire aiuti militari ai Paesi del Golfo che stanno chiedendo aiuto: dalle batterie anti-drone ai radar e forse il sistema di contraerea Samp-T.
E mentre ferve l'attività diplomatica, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presieduto ieri due riunioni dedicate agli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Il primo incontro politico e, forse, preparatorio del CdM di venerdì e di una eventuale informativa alle Camere, a più riprese sollecitata dalle opposizioni. Vi hanno partecipato il Vicepremier a Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ed i Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. La riunione si è focalizzata sugli ultimi sviluppi della crisi in Medioriente, con particolare attenzione alle ulteriori misure per assistere e garantire la sicurezza dei cittadini italiani presenti nelle aree coinvolte.
Il secondo incontro più economico, cui hanno partecipato gli amministratori delegati di Eni Claudio Descalzi e di Snam Agostino Scornajenchi, si è focalizzato sul tema della sicurezza energetica. E' stata fatta un’analisi dell’impatto attuale e potenziale delle ostilità sui mercati dell’energia e sull’economia, ma anche delle possibili azioni di mitigazione che il Governo potrebbe adottare nel breve e medio periodo.