(Teleborsa) - La presidente della Federal Reserve di San Francisco, Mary Daly, ha avvertito che il deludente rapporto sull’occupazione di febbraio mette in discussione l'idea che il mercato del lavoro statunitense si stesse stabilizzando.

In un'intervista alla CNBC ha dichiarato che "le speranze di un mercato del lavoro in fase di assestamento erano forse premature", sottolineando che la banca centrale deve mantenere alta l’attenzione sull’evoluzione dell’occupazione. Il rapporto del Bureau of Labor Statistics ha mostrato un calo inatteso di 92.000 posti di lavoro non agricoli e un aumento del tasso di disoccupazione al 4,4%, dati influenzati anche dal maltempo e dagli scioperi nel settore sanitario, ma comunque indicativi di una dinamica più fragile del previsto.

Daly ha ricordato che la Fed continua a confrontarsi con rischi su entrambi i lati del suo mandato: un’inflazione che da cinque anni resta sopra il target del 2% e un mercato del lavoro che ora mostra segnali di indebolimento più marcati. Ha però invitato a non sovrastimare un singolo mese di dati, evidenziando la complessità delle componenti interne al rapporto.

Anche il presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, ha definito il dato occupazionale un "grave errore", aggiungendo che spera in un ritorno dell’inflazione verso il 2% per consentire alla banca centrale di riprendere i tagli dei tassi entro fine anno. Ha però definito gli ultimi numeri sull’inflazione "elevati", segnalando che l’incertezza potrebbe ritardare ulteriori interventi. La Fed ha mantenuto i tassi invariati a gennaio e gli investitori si aspettano che faccia lo stesso nella riunione di marzo, dopo i tre tagli effettuati alla fine del 2025 per sostenere un mercato del lavoro già in rallentamento.