(Teleborsa) - Secondo Isabel Schnabel, membro del Comitato Esecutivo della Banca Centrale Europea, le nuove previsioni trimestrali della BCE incorporeranno in parte l'impatto economico della guerra in Iran.
La policymaker tedesca ha comunque ha affermato che la politica della BCE rimane "buona".
"Si prevede che l'inflazione nell'area dell'euro si attesti al nostro obiettivo del 2% nel medio termine", ha affermato mercoledì in una conferenza a Francoforte. "Naturalmente, questa proiezione è quella di dicembre: ne avremo una nuova a marzo, che rifletterà almeno in parte i recenti sviluppi".
Il prossimo incontro di politica monetaria della BCE, infatti, sarà il 18-19 marzo ma, per ora, gli analisti non si aspettano ancora alcuna modifica sul fronte dei tassi di interesse, considerato il generale approccio attendista della maggior parte dei policymaker.
"L'attuale contesto geopolitico e macroeconomico crea rischi al rialzo per l'inflazione nell'orizzonte temporale rilevante per la politica monetaria", ha ribadito Schnabel. "In particolare, dobbiamo monitorare attentamente la persistenza dello shock dei prezzi dell'energia, il suo impatto sulle aspettative di inflazione e qualsiasi indicazione che le aziende inizino a trasferire costi di produzione più elevati ai propri clienti".
Al contempo, però, Schnabel – una dei falchi del Consiglio direttivo – ha evidenziato che deviazioni temporanee e di modesta entità dall'obiettivo del 2% della BCE "hanno scarsa rilevanza per le decisioni di politica monetaria" finché le aspettative dei consumatori non aumentano.