(Teleborsa) - Prezzi dei carburanti ancora elevati e polemiche sulle misure del governo. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), rilevati domenica 15 marzo 2026, il prezzo medio nazionale in modalità self service lungo la rete stradale è pari a 1,84 euro al litro per la benzina e a 2,07 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale i prezzi risultano ancora più alti: la benzina in self service si attesta in media a 1,93 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge i 2,13 euro al litro.

Proprio sull’andamento dei carburanti interviene il Codacons, che contesta la linea indicata dal governo dopo le dichiarazioni del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Secondo l’associazione dei consumatori, l’esecutivo starebbe "scegliendo la strada sbagliata" rifiutando di intervenire con un taglio delle accise sui carburanti, misura prevista dalla normativa italiana.

Per il Codacons, l’ipotesi di puntare su eventuali bonus destinati alle famiglie meno abbienti rappresenterebbe solo un palliativo che non risolverebbe il problema strutturale dei prezzi alla pompa e non porterebbe benefici all’intera collettività.

L’associazione ricorda inoltre che il taglio delle accise deciso nel marzo del 2022 dal governo guidato da Mario Draghi produsse effetti immediati sull’inflazione. L’indice nazionale dei prezzi al consumo scese infatti dal 6,5% al 6%, con una riduzione di mezzo punto percentuale che, considerando la spesa per consumi delle famiglie italiane nel 2022, si tradusse in un risparmio complessivo stimato in circa 4 miliardi di euro per i consumatori. Secondo il Codacons, senza i benefici diretti e indiretti di quella misura l’inflazione in Italia avrebbe potuto raggiungere livelli ancora più elevati.

Intanto, sottolinea l’associazione, il gasolio continua a mantenersi su livelli molto superiori rispetto al periodo precedente allo scoppio del conflitto in Ucraina. In base ai dati Mimit del 15 marzo, il diesel alla pompa costa mediamente 34 centesimi in più al litro rispetto a quel periodo. Ciò significa che un pieno di gasolio costa oggi circa 17,3 euro in più per automobilista, pari a un aggravio annuo stimato in circa 415 euro ipotizzando una media di due pieni al mese.