(Teleborsa) - Come già ipotizzato alla vigilia,
non sono previsti provvedimenti nè riguardanti le accise mobili né il Piano casa all'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri iniziato intorno alle 17 e terminato dopo poco più di un'ora. Tra i provvedimenti in esame, a quanto si apprende,
un decreto legislativo in attuazione della direttiva Ue contro la tratta di esseri umani, un disegno di legge di ratifica dell'accordo con la Cina in materia di coproduzione cinematografica e uno schema di Dpcm sulla riorganizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
"Sulle accise ci stanno lavorando il Mimit e il Mef, non il ministro Salvini", aveva riferito Matteo Salvini, intervistato all'apertura di LetExpo a Verona. "
Non mi interessa tassare le grandi compagnie petrolifere, mi interessa che siano rispettose del paese che li ospita e dove stanno prosperando, perché qualcuno sta facendo il furbo e a me i furbi piacciono poco ovunque si siedano".
"Gravissimo ritardo da parte del governo che nel Consiglio dei ministri di oggi, a quanto si apprende, non ha inserito alcuna misura sulle accise mobili". Lo denuncia il
Codacons, che contesta la scelta dell'esecutivo. "Nella situazione attuale in cui i listini alla pompa salgono senza sosta raggiungendo livelli elevatissimi, ogni giorno di ritardo nell'attuazione del taglio delle accise equivale a danni da centinaia di milioni di euro per gli automobilisti e per il comparto dell'autotrasporto, e aumenta il rischio di forti ripercussioni sui prezzi dei prodotti trasportati. - spiega il Codacons - Una scelta francamente incomprensibile quella del governo, che dispone già di tutti gli strumenti per ridurre in modo immediato la tassazione sui carburanti. In base alle elaborazioni del Codacons, per ridare fiato a consumatori e imprese le accise vanno tagliate non di 10 centesimi di euro, cifra assolutamente sbagliata e insufficiente considerati i rialzi alla pompa, ma in una misura compresa tra i 15 e i 20 centesimi di euro, unica possibilità per limitare i danni dell'escalation dei listini", conclude l'associazione.
"Una volta che sembrava si fosse mosso per tempo, i
l Governo non manca di deludere le aspettative dei cittadini, che attendevano, dopo i roboanti annunci, un intervento rapido e immediato sulle accise, con una diminuzione congrua che avrebbe fatto scendere i costi dei carburanti e avrebbe scongiurato rialzi a 360° sui prezzi dei beni di largo consumo", dic
e Federconsumatori augurandosi che si tratti di " una svista nell’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri di oggi. Se così non fosse, significherebbe tornare a compiere, colpevolmente, gli errori del passato, spalancando le porte a rincari e speculazioni.
Per l
'Unione Nazionale Consumatori "il fatto che il Consiglio dei ministri di oggi non affronti l'emergenza del caro carburanti, non solo è una presa in giro dei consumatori, illusi da dichiarazioni di innumerevoli esponenti del Governo, ma è un autogol, dato che più tempo si fa passare più serviranno soldi per stoppare l'escalation dei prezzi. Oggi potevano ancora bastare 10 cent di riduzione delle accise, la prossima volta ce ne vorranno almeno 15" denuncia Massimiliano Dona, presidente UNC.