(Teleborsa) - La Consob ha sottoposto alla consultazione con il mercato un pacchetto di modifiche ai propri regolamenti in materia di emittenti, mercati e operazioni con parti correlate. Le iniziative avviate negli ultimi anni e ulteriormente rafforzate con queste proposte mirano a eliminare oneri non necessari per operatori ed emittenti, mantenendo al centro la tutela dei risparmiatori e l'integrità del mercato.

Tra gli interventi più significativi c'è la proposta di innalzamento da 20.000 a 50.000 euro della soglia per le comunicazioni di internal dealing, in linea con le evoluzioni europee: la misura consentirà di concentrare l'attenzione del mercato sulle operazioni realmente rilevanti, riducendo al contempo obblighi amministrativi non essenziali, senza incidere sulla vigilanza dell'Autorità.

Il nuovo regolamento UE (nell'ambito del pacchetto Listing Act) prevede l'innalzamento della soglia da 5.000 a 20.000 euro, attribuendo alle autorità competenti la facoltà di aumentare tale soglia a 50.000 euro o di ridurla a 10.000 euro. La Consob evidenzia che altri ordinamenti europei comparabili (Francia, Germania, Danimarca) si sono orientati per un innalzamento a 50.000 euro della soglia e solo Malta ha esercitato l'opzione per la riduzione.

Per stimare gli effetti dell'innalzamento della soglia, sono state effettuate simulazioni sui dati del 2025, dalle quali emerge che il passaggio a 50.000 euro comporterebbe una riduzione di: 138 segnalazioni (il 9% circa del totale) riconducibili all'operatività di 70 soggetti (il 18% circa del totale); appena 0,09% circa del controvalore complessivamente segnalato. Va considerato, inoltre, che dall'analisi del campione dei 389 soggetti segnalanti (sia persone fisiche che persone giuridiche) risultano comunicati nel 2025 controvalori medi di circa 3 milioni di euro e mediani di circa 200.000 euro, dunque notevolmente al di sopra della soglia di 50.000 euro. Il dato suggerisce quindi che, anche dopo l'eventuale aumento della soglia, un'ampia quota delle transazioni (circa il 91%) e il relativo controvalore complessivo (parti a circa il 99,91%) continuerebbe a essere coperta.

Contestualmente, la Consob sta armonizzando i propri regolamenti con le recenti novità introdotte dalla Legge Capitali, attraverso l'abrogazione di norme attuative di disposizioni del TUF ormai superate. In particolare, alcuni interventi riguardano la semplificazione delle procedure relative ai prospetti e alle offerte pubbliche, attraverso l'eliminazione del deposito per i prospetti approvati di titoli equity e non equity e degli obblighi informativi in capo al responsabile del collocamento a chiusura dell'offerta. Sono semplificate anche le modalità di adesione all'offerta, eliminando la previsione che richiede necessariamente la predisposizione di un "modulo" appositamente sottoscritto; sarà il prospetto a indicare le concrete modalità di adesione all'offerta.

Le modifiche regolamentari, infine, estendono la facoltà di utilizzo della lingua inglese, già introdotta dalla Consob per la redazione dei prospetti, che potrà essere utilizzata anche per la documentazione richiesta dalla normativa europea nelle offerte pubbliche svolte in assenza del prospetto.