(Teleborsa) - Sul taglio delle accise sui carburanti pesano tanti dubbi, tecnici e politici con il governo che sembra intenzionato alla riedizione di un bonus anti-rincari che dovrebbe andare a favore delle famiglie meno abbienti, ossia quelle con un Isee sotto i 15mila euro e a sgravi fiscali per le aziende più esposte alla crisi, tra bollette e blocchi all'export, dopo l'attacco di Israele e Usa all'Iran e alla conseguente fiammata dei prezzi.

Idea che non piace affatto alle opposizioni con la leader Pd Elly Schlein che rilancia il meccanismo delle accise mobili: "i giorni - dice - stanno scorrendo e gli italiani non vogliono pagare le guerre illegali di Trump e Netanyahu". Idea, quella delle accise mobili, peraltro ribadita anche dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ma che contrasta con le dichiarazioni del ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso. Protestano i consumatori: il bonus? "Il solito palliativo inutile".

Intanto, riflettori puntati sul prossimo Consiglio europeo di giovedì, dal quale potrebbe uscire una linea comune del vecchio continente per contenere i prezzi. L'intervento sui carburanti - dice Urso - dovrebbe comunque andare al prossimo Consiglio dei ministri: al momento i dicasteri non sono però stati allertati per una riunione in settimana, l'ultima di campagna elettorale prima del referendum, ed è probabile che non se ne parli prima della successiva. Anche perché l'esecutivo starebbe "monitorando" l'evoluzione degli impatti della crisi.

Al netto di qualsiasi considerazione e incognite, la certezza è che il conto da pagare è salato: 16,5 milioni al giorno il maggior esborso per gli automobilisti, stimava il Codacons.