(Teleborsa) - Trump si dice certo che molti Paesi, senza fare nomi, sarebbero pronti a inviare unità navali per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz. E secondo il Wall Street Journal, l'amministrazione Trump prevede di annunciare già questa settimana che diverse nazioni hanno accettato di formare una coalizione che scorterà le navi lungo il corridoio che si estende lungo la costa iraniana, anche se sarebbero ancora in corso discussioni per stabilire se tali operazioni inizieranno prima o dopo la fine delle ostilità.
Dalle capitali alleate però non è arrivata alcuna adesione. Anzi, Berlino si è sfilata con un secco 'no' che rischia di condizionare la linea europea: il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ai microfoni dell'Ard ha escluso una partecipazione ad un eventuale intervento internazionale per proteggere le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, la cui sicurezza - ha sottolineato - potrà essere garantita "solo attraverso una soluzione negoziata" e "parlando anche con l'Iran".
Il timore - dall'Asia all'Europa - è di restare invischiati nella crisi, anche alla luce degli avvertimenti rivolti da Teheran alla comunità internazionale, esortata ad "astenersi da qualsiasi azione che possa portare a un'escalation".
La Corea del Sud, l'unica ad aprire all'istanza americana si è limitata ad esaminarla "con attenzione". Freddo il Giappone che sottolinea come una decisione del genere richiederebbe "valutazioni approfondite" e "l'asticella è molto alta". Medesima riflessione in quel di Bruxelles, dove si valuta l'ipotesi di rafforzare l'operazione navale europea Aspides nel mar Rosso, con i Ventisette già divisi e una netta contrapposizione tra Parigi e Berlino.
Iran, non decolla piano Trump per pattugliare Hormuz. Europa divisa su missione Aspides
16 marzo 2026 - 08.18