(Teleborsa) - Il sentiment dei fund manager a livello globale è diventato ribassista a marzo 2026, poiché le preoccupazioni relative all'Iran e al credito privato pongono fine al sentimento rialzista euforico degli ultimi mesi; l'ottimismo sulla crescita crolla e i livelli di liquidità salgono bruscamente al 4,2% dal 3,4% del mese scorso (e dal minimo storico del 3,2% di gennaio), il maggiore aumento da marzo 2020. È quanto emerge dal consueto "Global Fund Manager Survey" di Bank of America (BofA). Al sondaggio per il mese di marzo 2026 hanno partecipato 181 operatori con asset under management (AUM) per 529 miliardi di dollari.
Le aspettative di crescita globale sono calate bruscamente, con solo il 7% che prevede un'economia globale più forte, in calo rispetto al 39% di febbraio 2026. Il 46% degli investitori di ritiene che "no landing" sia lo scenario più probabile per l'economia globale, mentre un altro 44% si aspetta un "soft landing". Sebbene gli investitori siano più pessimisti sulla crescita globale a marzo, la probabilità di un "hard landing" rimane molto bassa, pari al 5%.
Il sondaggio di marzo mostra i primi segnali di una seconda ondata di rialzo delle aspettative di inflazione: il 45% degli investitori prevede un aumento dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) globale nei prossimi 12 mesi (in aumento rispetto al 9% di un mese fa). Le aspettative di un aumento del CPI stanno spingendo al rialzo le aspettative sui tassi di interesse: il 17% degli investitori prevede tassi a breve termine più bassi (rispetto al 46% di un mese fa e al 78% di agosto 2025), il valore più basso da febbraio 2023.
Alla domanda se i titoli azionari del settore dell'intelligenza artificiale (AI) siano in una bolla, il 51% degli investitori ha risposto di no, mentre il 38% ha risposto di sì. Gli investitori si aspettano che l'AI abbia il maggiore impatto sugli utili aziendali attraverso una maggiore produttività (27%), seguita a ruota dall'inflazione delle materie prime dovuta allo sviluppo dell'AI (26%). Un altro 22% ritiene che il maggiore impatto dell'AI sarà sulla deflazione del mercato del lavoro, attraverso un aumento della disoccupazione.
Il 22% degli investitori ritiene che le aziende stiano investendo eccessivamente (troppo capex), in calo rispetto al massimo storico del 33% del mese scorso. Le preoccupazioni relative al capex eccessivo da parte degli AI hyperscaler si sono attenuate nelle ultime settimane.
Alla domanda su quale sia la fonte più probabile di un evento creditizio sistemico, gli investitori FMS hanno indicato il private equity/private credit (63%), per l'ottavo mese consecutivo. Alla domanda sul maggiore "rischio di coda", il 37% degli investitori ha indicato i conflitti geopolitici, in forte aumento rispetto al 14% di un mese fa. Il mese scorso, il maggiore rischio di coda per gli investitori era la "bolla AI" (ora solo il 10%).
Alla domanda sul prezzo del petrolio Brent entro fine anno, solo l'11% prevede che supererà i 90 dollari al barile (attualmente il Brent è a 102 dollari al barile). La media ponderata delle aspettative sul prezzo del petrolio è di 76 dollari al barile entro fine anno.
Le due posizioni più affollate a marzo sono state "long gold" (35%) e "long global semiconductor" (35%). Solo il 9% degli intervistati ha indicato "long Magnificent 7", in calo rispetto al picco del 54% registrato a dicembre.
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Il sondaggio di Bank of America
17 marzo 2026 - 14.31