(Teleborsa) - Resta alto l'allarme sul rincaro della benzina, a fronte dei continui bollettini "di guerra" del Mimit, che confermano una crescita senza fine dei prezzi alla pompa e pesanti ripercussioni su inflazione e spesa dei consumatori.

L'ultimo aggiornamento dell'Osservatorio prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy segnala che oggi, mercoledì 18 marzo 2026, prezzo medio in modalità 'self service', lungo la rete stradale nazionale, si è attestato a 1,867 euro/litro per la benzina e 2,103 euro/litro per il gasolio. Più elevati i prezzi sulla rete autostradale, con una media al self di 1,950 euro/l per la benzina e 2,169 euro/l per il gasolio.

Una analisi dell'UNC - Unione Nazionale Consumatori mette però in evidenzia che, facendo la media aritmetica semplice dei dati regionali, si arriva a 2,105 euro contro i 2,090 euro di ieri. A sfondare questo limite sono svariate regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia (2,1 esatti) e Veneto. Altre regioni - si ricorda - avevano già superato questo tetto nei giorni scorsi e solo 7 regioni resistono ancora sotto i 2,1 euro, anche se di poco. Il record di incremento giornaliero spetta alla Liguria: 2 centesimi in più in un solo giorno, pari a 1 euro per un pieno di 50 litri.

Frattanto, il titolare del MIT e vicepremier Matteo Salvini ha convocato per oggi a Milano le compagnie petrolifere, per dare un colpo alla speculazione e agli aumenti "ingiustificati" dei prezzi.

"Apprezziamo che il ministro Salvini abbia scavalcato il dormiente ministro Urso convocando le compagnie petrolifere al suo posto. La moral suasion è sempre utile, ma i suoi effetti, purtroppo, svaniscono nell'arco di massimo 48 ore", commenta l'UNC, denunciando "il Governo avrebbe dovuto ridurre le accise 10 giorni fa, invece preferisce incassare milioni di euro in più al giorno".