(Teleborsa) - Le prospettive per l'economia italiana nel biennio 2026-2027 sono di crescita moderata, in un contesto globale ancora fortemente incerto. È quanto emerge dalla quattordicesima edizione dell'EY Italian Macroeconomic Bulletin, l'analisi trimestrale basata su un modello macro-econometrico proprietario che fornisce previsioni a medio termine per l'economia italiana. Secondo le previsioni di EY, il PIL reale italiano è atteso crescere dello 0,7% nel 2026 e dello 0,4% nel 2027. Il motore principale della crescita nel 2026 sarà la domanda interna, con i consumi privati in aumento dello 0,6% e gli investimenti dello 0,7%. Il contributo della domanda estera netta sarà invece leggermente negativo, pari a -0,1 punti percentuali, ma in miglioramento rispetto all'anno precedente.

Il 2027 si preannuncia invece più debole. Il rallentamento della crescita è attribuito principalmente a una contrazione degli investimenti prevista al -0,9%, frutto di un effetto combinato: da un lato la maggiore incertezza del contesto globale, dall'altro il progressivo esaurimento degli stimoli pubblici legati al settore delle costruzioni e al PNRR. Sul fronte dei prezzi, l'inflazione è attesa al 2,6% nel 2026 e in discesa all'1,9% nel 2027.

Nel breve periodo, il primo trimestre del 2026 si apre con una crescita debole del PIL, attesa allo 0,1% rispetto al trimestre precedente, con consumi in lieve aumento (0,1%), investimenti in leggera contrazione (-0,2%) e un contributo della domanda estera sostanzialmente nullo. I trimestri successivi dovrebbero vedere una ripresa graduale dei consumi privati e un contributo positivo della domanda estera, mentre gli investimenti rimarranno in territorio negativo su base trimestrale.

Il mercato del lavoro continua a mostrarsi relativamente solido. EY stima un tasso di disoccupazione al 6,1% nel 2026, seguito da un leggero aumento al 6,5% nel 2027. Un elemento di attenzione riguarda tuttavia i salari reali per ora lavorata, che restano ancora al di sotto del livello del 2021, segnalando una perdita di potere d'acquisto che pesa sulla capacità di spesa delle famiglie. Sul fronte dei prezzi, a febbraio 2026 l'inflazione si è attestata all'1,5%, in rialzo rispetto alla media degli ultimi mesi, principalmente per effetto dell'accelerazione dei prezzi dei servizi.

EY ha elaborato anche uno scenario alternativo "avverso", costruito attorno all'ipotesi di un'escalation del conflitto in Medio Oriente. In questo scenario, i prezzi energetici registrerebbero un picco nel secondo trimestre del 2026 con il petrolio a 107 dollari al barile, per poi normalizzarsi a fine 2027 su livelli comunque superiori di circa 10 dollari rispetto allo scenario base. A questo si aggiungerebbero un lieve rallentamento del commercio globale, un calo delle esportazioni italiane verso i paesi del Golfo e l'Iran e una risposta restrittiva della BCE — ipotizzata con due rialzi dei tassi da 0,25 punti nel 2026, seguiti da due ribassi nel 2027. L'impatto complessivo in questo scenario sarebbe una riduzione cumulata del livello del PIL al 2027 di circa 0,6 punti percentuali rispetto allo scenario base, con l'inflazione che salirebbe al 3,3% nel 2026 e al 2,6% nel 2027, valori che renderebbero la gestione della politica monetaria significativamente più complessa.