(Teleborsa) - Gli italiani risparmiano un po' di più, preferiscono i prodotti finanziari agli immobili e mostrano crescente attenzione alla sostenibilità. Ma la guerra in Iran ha bruscamente frenato la propensione a investire nei mercati finanziari. È quanto emerge dall'edizione primaverile 2026 dell'Osservatorio Anima, realizzato con Eumetra e Research Dogma su un campione di 1.022 adulti bancarizzati, rappresentativi di circa 35 milioni di italiani.
Il giudizio sulla situazione economica del paese mostra segnali di miglioramento nelle aspettative a un anno: il 23% dei bancarizzati e il 26% degli investitori si attende un miglioramento, in crescita rispetto a ottobre 2025. Sul fronte personale emerge però una polarizzazione: il 27% dei bancarizzati prevede un miglioramento della propria situazione, ma il 29% si aspetta un peggioramento, entrambi i valori in aumento rispetto al semestre precedente.
Sul fronte degli investimenti, i prodotti finanziari consolidano il primato come prima scelta: li indica il 56% dei bancarizzati e il 75% degli investitori, entrambi valori record nella serie storica dell'indagine. L'interesse per gli immobili, pur restando la seconda opzione, è in calo.
Tuttavia una rilevazione aggiuntiva condotta nella prima metà di marzo – dopo l'esplosione del conflitto tra Usa, Israele e Iran – ha registrato un forte deterioramento della propensione a investire, con il saldo tra chi ritiene questo un buon momento per entrare sui mercati e chi non lo ritiene sceso a -42, il valore più basso dell'intera serie storica. L'indagine nota però che movimenti analoghi si verificarono durante la fase acuta della pandemia nel 2020 e all'indomani dell'invasione russa dell'Ucraina nel 2022, in entrambi i casi rientrati nei mesi successivi.
Il tema previdenziale è percepito come importante dal 75% degli italiani, e l'80% dichiara di averci riflettuto. Ma solo il 19% ha intrapreso azioni concrete. Il divario tra consapevolezza e comportamento rimane ampio. Tra chi investe in fondi pensione prevalgono scelte conservative: le linee garantite o a basso rischio sono le più scelte, anche tra i giovani che avrebbero orizzonte temporale sufficiente per assumere più rischio.
Circa otto italiani su dieci ritengono importante adottare comportamenti sostenibili nei consumi. Sul fronte degli investimenti, tra i bancarizzati prevalgono posizioni equilibrate tra rendimento e criteri ESG, mentre tra gli investitori torna a crescere l'attenzione ai fattori di sostenibilità dopo un calo registrato nel semestre precedente, segnale di una maggiore integrazione della dimensione ESG nelle decisioni finanziarie.
La guerra in Iran frena gli italiani dall'investire, ma i prodotti finanziari toccano nuovi massimi
I numeri dall'edizione primaverile 2026 dell'Osservatorio Anima
30 marzo 2026 - 17.04