(Teleborsa) - Nel 2025 il bilancio della Banca d'Italia è cresciuto di circa 10 miliardi di euro, con un andamento che ha riflesso soprattutto le plusvalenze sulle riserve auree, pari a 91 miliardi, le quali hanno più che compensato la diminuzione dei titoli detenuti per finalità di politica monetaria, scesi di oltre 80 miliardi, a 508. È quanto emerso dalla relazione del Governatore Fabio Panetta all'assemblea annuale dei partecipanti al capitale della Banca d'Italia.

Viene precisato che, come previsto dalle regole contabili dell'Eurosistema, queste plusvalenze non incidono sul risultato economico, ma alimentano l'apposito conto di rivalutazione del passivo, contribuendo ad assorbire eventuali future fluttuazioni del prezzo dell'oro.

Ricordando che la Legge di bilancio per il 2026 ha introdotto una norma interpretativa secondo cui - nel rispetto delle attribuzioni contenute nel Trattato sul funzionamento dell'Unione europea - le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d'Italia, come iscritte nel proprio bilancio, appartengono al popolo italiano, Panetta ha fatto notare che "la disposizione non modifica né la rappresentazione in bilancio, né i compiti e le finalità legate alla detenzione dell'oro da parte dell'Istituto". Inoltre, "il livello complessivo e la corretta gestione delle riserve ufficiali, incluse quelle auree, contribuiscono a rafforzare la fiducia nella stabilità del sistema finanziario italiano".

Il Governatore ha voluto sottolineare che "tutte le attività e passività della Banca d'Italia, compreso l'oro, sono detenute e gestite avendo come unico riferimento l'interesse dell'Italia e dell'Europa, nel rispetto delle finalità pubbliche e dei vincoli fissati dall'ordinamento". Inoltre, l'Istituto "opera con indipendenza e con la massima attenzione all'utilizzo efficiente delle risorse", ha aggiunto Panetta.

Anche quest'anno, nella relazione del Governatore non è presente alcun riferimento alla volontà di modificare la quantità di oro detenuta o di "rimpatriare" parte dell'oro detenuto all'estero. La Banca d'Italia è il quarto detentore di riserve auree al mondo, dopo la Federal Reserve statunitense, la Bundesbank tedesca e il Fondo Monetario Internazionale. Il quantitativo totale delle riserve auree italiane è pari a 2.452 tonnellate, costituito prevalentemente da lingotti (95.493) e per una parte minore da monete. L'oro è custodito nei caveau della Banca d'Italia e di primarie banche centrali, tra cui il 5,8% nel Regno Unito, il 6,1% in Svizzera, il 43,3% negli Stati Uniti.