(Teleborsa) - Il presidente dell'ABI Antonio Patuelli ha lanciato un monito sulla tenuta del sistema bancario italiano in caso di prolungamento dei conflitti bellici, intervenendo a margine di un incontro ospitato da Confindustria Toscana Centro e Costa a Firenze.
Pur riconoscendo la solidità media del sistema – con "dati di eccellenza" ma anche qualche istituto che "nell'ultimo anno ha un po' traballato" – Patuelli ha avvertito che "andando avanti prolungatamente con questi conflitti bellici così devastanti, i rischi crescono per le imprese, crescono per le famiglie e conseguentemente rischiano le banche che sono indissolubilmente legate alla rischiosità". Il meccanismo è a cascata: "La mia prima preoccupazione va alle imprese. Se vanno in crisi le imprese, seguono le famiglie e le banche. È indissolubile".
Sul fronte dei tassi, Patuelli ha osservato che dal 27 febbraio, giorno precedente l'inizio della guerra in Medio Oriente, i tassi di mercato "sono germogliati": sia i rendimenti dei titoli di Stato sia i tassi interbancari hanno già risentito della crisi, pur con un andamento "andirivieni" legato alle speranze di de-escalation.
Quanto alle banche centrali, "normalmente seguono e non precedono gli andamenti di mercato". La conclusione: "Abbiamo interrogativi forti e speriamo che non siano drastici".