(Teleborsa) - "Il settore vitivinicolo italiano ha bisogno di scelte coraggiose e di una visione strategica capace di accompagnare il mercato in una fase di forte incertezza". È il messaggio che Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare, lancia di Vinitaly. "Rilanciamo con decisione la richiesta di una sospensione temporanea delle autorizzazioni per nuovi impianti vitati", spiega Maretti.
"Ogni anno l’attuale sistema consente di impiantare circa 7mila ettari di vigneto. Alla luce delle novità introdotte dal Pacchetto vino, che permette di portare le concessioni anche allo 0%, riteniamo urgente valutare uno stop temporaneo per evitare di aumentare ulteriormente l’offerta in un mercato già esposto a possibili squilibri tra domanda e produzione".
Una misura che, secondo Legacoop Agroalimentare, rappresenterebbe un segnale chiaro per il comparto. Il sistema autorizzativo consente infatti ogni anno agli Stati membri di assegnare nuove superfici fino all’1% del totale vitato nazionale, una quota che in Italia è stata finora sempre utilizzata integralmente, determinando un incremento significativo del potenziale produttivo. Tanto che il vigneto nazionale è cresciuto di quasi 7mila ettari all’anno, circa 70mila in dieci anni.
"In un contesto segnato dalla rimodulazione dei consumi e da variabili climatiche sempre più imprevedibili – aggiunge Maretti – è fondamentale evitare di immettere nuova produzione che rischia di entrare sul mercato in una fase di eccesso di offerta. Bloccare temporaneamente l’1% delle nuove autorizzazioni, anche per un periodo limitato due anni, tre anni consentirebbe di ristabilire un equilibrio e dare un segnale di responsabilità all’intero sistema". Una richiesta che dovrebbe essere ascoltata anche in Europa e degli altri Stati membri per riequilibrare la produzione di vino.
Sicuramente è positivo il prolungamento a 8 anni delle autorizzazioni al reimpianto "che offre alle imprese maggiore flessibilità per pianificare gli investimenti nei momenti più favorevoli del mercato", commenta il presidente.
Maretti inoltre evidenzia come "in questo momento di difficile congiuntura internazionale e di calo dei consumi, sarebbe molto di aiuto un ulteriore intervento sulla misura di promozione verso i Paesi terzi, ovvero eliminare il limite temporale alle attività promozionali di consolidamento".
"Il vino italiano resta un prodotto di grande qualità e prestigio – conclude Maretti – ma proprio per questo va governato con attenzione, evitando dinamiche espansive non coerenti con l’andamento della domanda senza penalizzare alcune filiere produttive con soluzioni semplicistiche. Serve una strategia condivisa, a livello nazionale ed europeo, per garantire sostenibilità economica e prospettive di crescita all’intera filiera".