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Agricoltura e cambiamento climatico: sistema produttivo sotto pressione, agire strutturalmente

Legacoop lancia l'allarme

Economia
Agricoltura e cambiamento climatico: sistema produttivo sotto pressione, agire strutturalmente
(Teleborsa) - Un'estate segnata da temperature estreme, grandinate diffuse e una siccità che non risparmia quasi nessun comparto: è il quadro che emerge dalla ricognizione condotta da Legacoop Agroalimentare tra le cooperative associate, un monitoraggio che restituisce l'immagine di un sistema produttivo messo sotto pressione dal cambiamento climatico. "È un sistema che regge grazie agli investimenti fatti negli anni scorsi e a una primavera che, per una volta, ha giocato a favore delle imprese: i risultati sarebbero stati molto più negativi . Se però guardiamo al futuro non possiamo pensare che vada sempre così, e quindi bisogna agire strutturalmente", sottolinea il presidente di Legacoop Agroalimentare, Cristian Maretti.

A complicare ulteriormente il quadro c'è il problema del cuneo salino, che in alcune aree risale per decine di chilometri lungo i corsi d'acqua rendendo di fatto impossibile l'irrigazione: un fenomeno che interessa in particolare il Po, ma che si registra anche in Puglia, e che rischia di compromettere ulteriormente la disponibilità di risorse idriche proprio nei territori già più esposti alla siccità.

Sicurezza alimentare a rischio. Se non si interviene, aggiunge Maretti, a rischio c’è la sicurezza alimentare: "Dai dati estremi in termini di temperatura, incendi, grandinate e tornadi che registriamo a livello europeo deve partire un'analisi dettagliata, basata su modelli che ci proiettino fino al 2100, per poter costruire una pianificazione di interventi infrastrutturali in grado di mettere in sicurezza la capacità produttiva del settore agricolo. È un ragionamento di sicurezza alimentare continentale".

Cooperazione al centro per la difesa dell’agroalimentare italiano. Secondo il presidente di Legacoop Agroalimentare, "questo piano deve mettere al centro la cooperazione, perché nessuna impresa agricola da sola può resistere all'immenso cambiamento che ci aspetta. Serve una cooperazione rafforzata tra le regioni italiane, per non sprecare le risorse idriche e le risorse economiche disponibili, e una cooperazione rafforzata tra i Paesi europei, per omogeneizzare gli strumenti di intervento e renderli complementari alle misure della Ue".

E "serve una cooperazione tra le imprese agricole e le cooperative, che spesso condividono gli stessi problemi ma che potrebbero investire congiuntamente su strumenti di livello superiore in termini di ricerca e innovazione, per sviluppare nuove varietà più resistenti e infrastrutture tecnologiche su scala più ampia", commenta Maretti.




(Foto: Pexels / Pixabay)
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