(Teleborsa) - Zenith Energy, società internazionale di produzione e sviluppo energetico, ha reso noto che la Tunisia ha formalmente riconosciuto che le concessioni di produzione di Robbana ed El Bibane sono detenute dalla controllata al 100% di Zenith, Ecumed Petroleum Tunisia (EPT). Inoltre, la Tunisia ha confermato per iscritto che circa 3.987 barili di petrolio prodotti dalle concessioni sono interamente di proprietà di EPT. Tali volumi corrispondono al petrolio prodotto a partire dal 2022, rimasto invenduto a causa dei ripetuti ostacoli posti dalle autorità tunisine, che hanno impedito a EPT di generare entrate e di operare in modo equo.

Con un prezzo del petrolio di 100 dollari al barile, le scorte di petrolio riconosciute hanno un valore lordo stimato di circa 400.000 dollari. Inoltre, come annunciato il 27 novembre, circa 8.000 barili di petrolio rimangono stoccati a Robbana, per un valore lordo stimato di circa 800.000 dollari, sulla base delle stesse ipotesi di prezzo. Questi dati, nel loro insieme, sottolineano "il significativo impatto economico della persistente impossibilità di monetizzare la produzione delle concessioni", si legge in una nota.

Quest'ultima conferma rappresenta uno sviluppo significativo nel processo arbitrale, soprattutto considerando le precedenti controversie relative alla gestione, allo stoccaggio e alla vendita del petrolio prodotto dalle concessioni. Essa fa seguito a precedenti episodi in cui 3.987 barili di petrolio trasferiti a MARETAP sono stati venduti senza autorizzazione, senza che alcun ricavato sia stato versato a EPT.

La società segnala inoltre che la concessione di produzione di Robbana è stata oggetto di estesi atti vandalici e furti, che hanno reso il sito completamente inoperativo per un periodo di almeno un anno.Attrezzature critiche sono state rubate e vandalizzate, causando un grave degrado delle infrastrutture e impedendo qualsiasi attività produttiva significativa. L'entità dei danni è tale da richiedere un importante programma di ripristino prima che le operazioni possano riprendere.

"Rileviamo la natura e la tempistica alquanto insolite dei danni ingenti arrecati alla concessione di Robbana - ha detto il CEO Andrea Cattaneo - Il fatto che infrastrutture critiche siano state vandalizzate e attrezzature rimosse, rendendo il sito inutilizzabile per un periodo prolungato, solleva serie preoccupazioni, soprattutto se considerato alla luce del persistente comportamento che ha causato danni continui alle attività e ai beni dei ricorrenti in Tunisia. Nel loro insieme, questi sviluppi forniscono ulteriori prove inconfutabili dei danni subiti dai ricorrenti. Le società ricorrenti di Zenith restano pienamente impegnate a perseguire tutti i rimedi legali disponibili per garantire che i loro diritti siano tutelati e che venga ottenuto un risarcimento completo".