(Teleborsa) - Si teme una nuova escalation di tensioni in Medioriente, dopo il sequestro di una nave cargo iraniana da parte degli Stati Uniti nel Golfo di Oman, perchè - si afferma - "tentava di forzare lo stretto di Hormuz" dopo il blocco imposto dalle autorità statunitensi. Per tutta risposta, l'Iran ha lanciato drono sulla flotta Usa, dopo aver promesso di "rispondere presto" al sequestro con "misure di ritorsione contro quest'atto di pirateria armata".

L'accaduto non è passato inosservato ai mercati finanziari soprattutto in vista dei prossimi negoziati di Islamabad. L'azionario ha reagito con un certo malumore, con le Borse europee che si preparano ad avviare la seduta in rosso, mentre il petrolio è balzato del 5-6%, con il Brent che scambia a 95,28 dollari ed il WTI a 87,53 dollari.

Sul fronte economico-finanziario, il blocco della navigazione e degli scambi internazionali continua a produrre impatti devastanti sulle economie del Golfo e sul resto del mondo. Secondo il Wall Street Journal, gli Emirati avrebbero chiesto agli Usa un sostegno finanziario di emergenza nel caso in cui la guerra in Iran faccia precipitare il regno in una crisi più profonda. Più in dettaglio, la banca centrale emiratina avrebbe chiesto al Tesoro USA di approntare una linea di swap valutario in caso di emergenza.

Dopo l'annuncio a sorpresa della riapertura dello Stretto da parte dell'Iran, venerdì scorso, la situazione è tornata a complicarsi nel corso del weekend, poiché Washington ha reso subito chiaro che non avrebbe consentito il passaggio di navi iraniane nello Stretto e Teheran, per tutta risposta, ha deciso di richiudere il transito a Hormuz.

Il clima è divenuto poi incandescente nella giornata di domenica, con Trump che ha intimato a Teheran di inviare i propri negoziatori al tavolo dei negoziati a Islamabad per un secondo round di trattative, entro la giornata di martedì, altrimenti "distruggerà" centrali elettriche e ponti. "Stiamo offrendo un accordo molto equo e ragionevole e spero che lo accettino. Se non lo faranno, gli Stati Uniti distruggeranno ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran", ha scritto il Presidente Usa in un post su Truth.

La delegazione americana guidata dal vicepresidente JD Vance, insieme a Steve Witkoff e Jared Kushner, arriverà nella serata di oggi a Islamabad per il secondo round di negoziati, ma non è chiaro se questi ci saranno, poiché Teheran ha già annunciato che non si siederà al nuovo tavolo delle trattative finché permarrà il blocco dello Stretto di Hormuz per mano statunitense. USA ed Iran continuano ad accusarsi a vicenda di aver violato il cessate il fuoco e Teheran accusa gli USA di aver fatto delle "richieste eccessive" al precedente round e di avere "aspettative irrealistiche", unite a "continui cambiamenti di posizione" e "contraddizioni".