(Teleborsa) - Lo shock energetico causato dalla crisi in Medio Oriente con un incremento dei prezzi delle materie prime energetiche ipotizzato al 21% in media d'anno – "valutazione che al momento può essere peraltro ritenuta ottimistica" – comporterà una minore crescita della spesa per consumi di 4 miliardi di euro. Lo ha dichiarato il Segretario Generale di Confesercenti, Mauro Bussoni, presentando alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato un quadro preoccupante sull'economia italiana, segnalato da una tendenza ai consumi già debole prima dello shock energetico e ora ulteriormente esposta ai rincari in corso.
A pesare anche l'erosione strutturale del potere d'acquisto: i consumi reali sono oggi inferiori di 133 miliardi rispetto al 2005 (-15%), mentre le spese obbligate assorbono circa il 42% del bilancio familiare.
Per le imprese del terziario, commercio e turismo l'aggravio energetico stimato raggiunge 900 milioni. Sul fronte turistico, in scenari di persistenza delle tensioni e riduzione della domanda estera, Confesercenti stima "un rischio di contrazione tra il 5 e il 15% di presenze straniere e una riduzione della spesa turistica complessiva nell'ordine tra i 3 e i 10 miliardi".
Sugli spazi di manovra fiscale, Bussoni ha ricordato che il deficit 2025 al 3,1% "restringe lo spazio fiscale" e che "eventuali interventi aggiuntivi richiedono coperture credibili". Tra le proposte concrete: misure di mitigazione sull'extragettito IVA derivante dai rincari energetici, stimato in circa 1,9 miliardi; una riduzione strutturale degli oneri di sistema energetico; l'introduzione di un'accisa mobile sui carburanti; detassazione dei rinnovi contrattuali legata alla sola "contrattazione di qualità." La pressione fiscale, ferma al 43,1% nel 2025, "è un livello dal quale occorre scendere", ha affermato il Segretario Generale di Confesercenti.
Il rischio sistemico che Confesercenti intende segnalare è il "cristallizzarsi di una condizione endemica di non crescita": l'unica via d'uscita, ha concluso Bussoni, "è agire sul denominatore: la crescita".