(Teleborsa) - Nel cuore di Brera, durante la Design Week, lo spazio di Martino Midali si trasforma in qualcosa che va oltre la semplice esposizione: diventa un sistema vivo, un ambiente attraversabile, un campo di relazioni in continua evoluzione.
È qui che prende forma ORBITA — F205 / In Relazione, il progetto che mette in dialogo Ceramiche Puzzo, Martino Midali e l’intervento botanico Etra di Giulia Bianchi.
ORBITA F205, la nuova collezione di Ceramiche Puzzo, nasce da un’intuizione precisa: spostare l’attenzione dall’oggetto alla relazione. I vasi non sono concepiti come elementi autonomi, ma come presenze che acquistano senso nel loro reciproco posizionarsi. Una base bianca e una sfera colorata — un gesto semplice ed essenziale — diventano il punto di partenza di una tensione visiva e spaziale. La sfera non decora, ma attiva: introduce movimento, genera possibilità, costruisce connessioni.
In questo sistema, ogni elemento esiste solo in relazione agli altri. Nulla è isolato, nulla è definitivo.
Su questa struttura interviene Martino Midali con + Midali Extension, una serie di sei pezzi unici che non interrompono il sistema, ma lo ampliano. Il suo linguaggio si innesta in quello di ORBITA F205, mantenendone la logica relazionale e spingendola verso nuove direzioni espressive. Due trittici, opposti e complementari, ne delineano la traiettoria: da un lato TENSIONE, dove bianco e nero riducono il campo visivo all’essenziale, creando equilibri instabili e relazioni trattenute, quasi sospese; dall’altro EQUILIBRIO, in cui il colore pieno si afferma come presenza autonoma, stabile ma non rigida, capace di esistere senza vincoli pur restando in dialogo con il sistema.
A completare il progetto, l’intervento botanico Etra di Giulia Bianchi introduce una dimensione ulteriore, quella organica. Non è un elemento decorativo, ma una presenza che entra nel sistema come un nuovo corpo in orbita. Il naturale non addolcisce la composizione: la rende più complessa, più densa, più viva.
Anche la vetrina diventa parte attiva del progetto. Non è un semplice contenitore, ma un campo di forze costruito attraverso distanze calibrate, equilibri sospesi e vuoti che agiscono tanto quanto le presenze. È uno spazio che non si limita a mostrare, ma che mette in relazione.
L’esperienza che ne deriva non è lineare: non esiste un punto di vista privilegiato né una lettura univoca. Il visitatore è invitato a muoversi, a cambiare posizione, a entrare fisicamente e percettivamente nel sistema. Ogni spostamento modifica le relazioni, ogni sguardo ridefinisce gli equilibri. I vasi non sono mai gli stessi, perché cambiano insieme a chi li osserva.
In questo senso, ORBITA F205 non racconta una forma, ma una condizione: una condizione contemporanea fatta di tensioni e aperture, di equilibri instabili ma necessari.
MARTINO MIDALI presenta ORBITA — F205 / In Relazione
Ceramiche Puzzo + Midali Extension
27 aprile 2026 - 16.18