(Teleborsa) - Donald Trump ha annunciato nella serata americana di ieri di aver rinviato un attacco militare pianificato contro l'Iran per martedì, citando l'avvio di "negoziati seri" per porre fine alla guerra. "Sembra esserci una buona possibilità che si riesca a trovare un accordo. Se riusciamo a farlo senza bombardarli, sarei molto felice", ha detto il presidente alla Casa Bianca, dopo aver reso nota la decisione con un post sui social media.
Trump ha spiegato di aver pianificato "un attacco molto importante" ma di averlo rinviato – "per un po', forse per sempre" – su richiesta degli alleati nel Golfo, in particolare i leader di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, che avrebbero riferito di essere vicini a un accordo con Teheran e avrebbero chiesto di attendere due o tre giorni. Ha istruito l'esercito americano a "tenersi pronto a procedere con un assalto completo e su larga scala all'Iran, in qualsiasi momento, nel caso in cui non venga raggiunto un accordo accettabile".
Il presidente ha definito la pausa "uno sviluppo molto positivo", pur riconoscendo che in passato situazioni simili non avevano prodotto risultati: "Ma questa è un po' diversa", ha aggiunto. La mossa segue il consueto schema di Trump con l'Iran: ha già fissato e poi rinviato scadenze più volte, salvo poi ordinare attacchi a sorpresa, come avvenne a fine febbraio all'inizio del conflitto. La TV di Stato iraniana ha definito il rinvio di Trump un "ritiro" dettato dalla "paura."
La notizia ha fatto scendere il prezzo del petrolio di oltre 2 dollari al barile rispetto ai 108,83 dollari trattati prima dell'annuncio, per poi risalire e chiudere la seduta a 107,25 dollari. I futures sul Brent hanno aperto la seduta odierna ancora in calo, con le consegne di agosto che scambiano sotto i 106 dollari al barile (-1,4%).
Medio Oriente, Trump rinvia attacco all'Iran e frena il petrolio: "in corso negoziati seri"
Richiesta da Qatar, Arabia Saudita e UAE di aspettare. Teheran: scelta dettata dalla paura.
19 maggio 2026 - 08.00