(Teleborsa) - Antigone, Circe, Medea, Arianna: è da queste - e altre - figure simboliche che prende forma "Eroina – non solo stand up comedy show", il nuovo lavoro scritto, diretto e interpretato da Chiara Becchimanzi, artista che negli ultimi anni ha costruito una voce riconoscibile e fuori dagli schemi nel panorama teatrale e performativo italiano.

Reduce dai sold out della sua celebre "trilogia delle terapie" — "Terapia di gruppo", "Terapia d’urto" e "Terapia intensiva" — Becchimanzi torna in scena con uno spettacolo che supera i confini della stand up comedy tradizionale per trasformarsi in un attraversamento ironico e stratificato dell’immaginario occidentale. "Eroina" mescola linguaggi differenti — teatro, comicità, burlesque, autobiografia, satira e conferenza performativa — costruendo un dispositivo scenico fluido in cui il pubblico viene continuamente coinvolto in un gioco di riconoscimento collettivo.

Al centro dello spettacolo c’è proprio la figura di Chiara Becchimanzi: non soltanto interprete, ma autrice capace di trasformare il vissuto personale in riflessione culturale. Sul palco, l’artista smonta con sarcasmo e lucidità quei modelli emotivi e relazionali che per secoli hanno contribuito a definire il ruolo della donna nella società e nella narrazione. Attraverso il filtro dell’ironia, Becchimanzi interroga gli archetipi classici e li mette in dialogo con le nevrosi contemporanee, i rapporti sentimentali, le aspettative sociali e le fragilità della generazione attuale.

La forza del progetto risiede proprio nella capacità di tenere insieme leggerezza e profondità. In "Eroina", la comicità non serve a semplificare i temi affrontati, ma diventa uno strumento per renderli accessibili, condivisibili e disarmanti. Becchimanzi utilizza il palco come uno spazio politico e relazionale, dove il pubblico ride ma, allo stesso tempo, riconosce meccanismi culturali interiorizzati da generazioni. Lo spettacolo diventa così una riflessione sulla costruzione dello sguardo femminile e sul bisogno contemporaneo di riscrivere narrazioni che per troppo tempo sono state raccontate esclusivamente da prospettive maschili.

Negli anni, Chiara Becchimanzi ha costruito un percorso artistico trasversale che attraversa teatro, televisione, radio, scrittura e attivismo culturale. Attrice, regista, stand up comédienne, romanziera e content creator, è oggi una delle figure più riconoscibili della nuova comicità italiana. Dal 2024 è ospite fissa di "DiMartedì" su La7, è voce di Radio2 con "Matti da legare" e raccoglie online una community di quasi 200mila follower, consolidando un rapporto diretto e autentico con il pubblico anche fuori dalla scena teatrale.

La sua formazione affonda le radici nel teatro classico e nella tradizione eduardiana, ma negli ultimi anni Becchimanzi ha progressivamente contaminato il proprio linguaggio con la stand up comedy e con forme di narrazione più contemporanee, costruendo un’identità artistica autonoma e fortemente riconoscibile. Una traiettoria confermata anche dai numerosi riconoscimenti ricevuti nel corso della carriera, dal Premio Comedy Roma Fringe alla Coppa Solinas Roma Comic Off, fino al Premio Giovani del Festival La Giovane Scena delle Donne.

Accanto all’attività teatrale, Becchimanzi porta avanti anche un intenso lavoro di divulgazione e formazione. Con il progetto "Rigenerazioni" attraversa scuole superiori e università italiane intrecciando comicità ed educazione sessuo-affettiva in collaborazione con la psicoterapeuta Francesca Macciocca. Un percorso che affronta stereotipi di genere, relazioni, consenso e affettività attraverso un linguaggio diretto e partecipativo, confermando ancora una volta la capacità dell’artista di utilizzare l’ironia come strumento di consapevolezza sociale.

"Eroina" rappresenta così una nuova tappa di un percorso artistico e civile coerente, in cui il teatro si trasforma in luogo di ribaltamento, confronto e possibilità. Uno spettacolo che utilizza il mito per parlare del presente e che conferma Chiara Becchimanzi come una delle voci più originali e contemporanee della scena italiana, capace di unire comicità, pensiero critico e presenza scenica in una formula personale e profondamente generazionale.

(Foto: Foto di Carlo Mogiani)