(Teleborsa) - L'incertezza sulle prospettive dell'economia italiana resta elevata e i rischi al ribasso per la crescita sono in aumento. Lo fa sapere il Fondo Monetario Internazionale al termine della missione Article IV in Italia, condotta dal 13 al 26 maggio.

Dalle ultime proiezioni, l'aumento dei prezzi globali dell'energia - sottolinea il FMI - ha contribuito a indebolire la fiducia dei consumatori, aumentando la probabilità di una crescita inferiore alle previsioni. Un conflitto prolungato in Medio Oriente potrebbe esercitare un'ulteriore pressione al rialzo sui prezzi, inasprire le condizioni finanziarie e indebolire ulteriormente la fiducia e l'attività economica. Un'intensificazione delle tensioni commerciali o una brusca correzione del mercato legata all'intelligenza artificiale potrebbero ulteriormente inasprire le condizioni finanziarie e pesare sulla crescita.

Quanto al risanamento fiscale "ha continuato a progredire, ma il debito pubblico rimane troppo elevato". Il disavanzo primario si è ridotto al 3,1% del PIL nel 2025, superando l'obiettivo iniziale per il secondo anno consecutivo. In particolare, la solida performance delle entrate e il miglioramento della conformità fiscale hanno contribuito a portare il surplus primario allo 0,8% del PIL. Nonostante questi progressi, il debito pubblico è aumentato a circa il 137% del PIL alla fine del 2025 e le dinamiche del debito rimangono vulnerabili a shock di crescita, tassi di interesse e fiducia.

Per ridurre ulteriormente il debito pubblico, le misure in materia di entrate "dovrebbero concentrarsi sulla semplificazione e sull'ampliamento della base imponibile". La riforma fiscale in corso - prosegue FMI - si è dimostrata efficace nel migliorare la conformità fiscale e la prosecuzione di questi sforzi, anche attraverso un uso intensificato degli strumenti digitali, sarà essenziale per una mobilitazione delle entrate duratura. Inoltre, il sistema fiscale è complesso e un'ulteriore razionalizzazione delle agevolazioni fiscali sarebbe determinante per migliorarne la trasparenza e l'efficienza. L'eliminazione dell'aliquota forfettaria preferenziale sui redditi da lavoro autonomo e l'aggiornamento dei valori immobiliari nel catasto amplierebbero la base imponibile, migliorerebbero l'equità e sosterrebbero gli sforzi di consolidamento. Infine, un ulteriore miglioramento della trasparenza di bilancio e del monitoraggio relativo al percorso di spesa netta previsto dal Piano di spesa fiscale e strutturale a medio termine (MTFSP) rafforzerebbe la credibilità fiscale.

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