(Teleborsa) - Il libro di testo resta lo strumento principale della didattica italiana, sia in aula sia a casa, ma due insegnanti su tre rilevano un peggioramento della qualità e dei tempi dello studio degli studenti negli ultimi cinque anni. È quanto emerge dall'indagine Il valore del libro di testo nella didattica d'aula e nello studio a casa, quando l'IA entra in classe, presentata oggi alla Camera dei deputati nell'ambito del convegno organizzato dall'Associazione Italiana Editori (AIE) sul ruolo dell'editoria scolastica.

La ricerca si basa sulle risposte di 3.399 docenti di scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, selezionati su un campione iniziale di 5.274 per garantire la rappresentatività nazionale. L'evento, promosso su iniziativa del presidente della Commissione VII (Cultura, scienza e istruzione) della Camera Federico Mollicone e con il patrocinio del Ministero dell'Istruzione e del Merito, ha coinvolto in streaming oltre 2.100 docenti collegati da tutta Italia.

Ai lavori, moderati dalla giornalista Rai Eva Giovannini, hanno preso parte tra gli altri il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, Giuseppe Iannaccone (Centro per il libro e la lettura), le parlamentari Irene Manzi e Lavinia Mennuni, oltre ai vertici delle principali case editrici scolastiche italiane.

"Questo appuntamento ci richiama all'importanza dell'istruzione e di un sapere solido per la crescita del Paese", ha affermato il presidente di AIE Innocenzo Cipolletta, aggiungendo "preoccupa che i docenti avvertano un peggioramento della qualità dell'apprendimento negli ultimi cinque anni. Per questo l'editoria scolastica ha un ruolo strategico. Serve che lo sforzo costante delle imprese sia accompagnato dalle Istituzioni con provvedimenti adeguati a sostegno del diritto allo studio e della sostenibilità economica del settore. In gioco non è solo un comparto industriale, ma la formazione e la crescita culturale delle nuove generazioni e quindi dell'intero Paese".

Il presidente del Gruppo educativo di AIE Giorgio Riva ha sottolineato "gli editori scolastici con i libri di testo partecipano al processo di formazione di milioni di studenti ogni giorno e forniscono una azione costante di formazione e informazione ai docenti, fulcro del nostro sistema educativo". "Il contesto in cui ci muoviamo però è estremamente difficile dal punto di vista economico e regolatorio: denatalità, regolamentazione dei prezzi e riforme delle linee guida - ha proseguito - impattano ogni giorno sul nostro lavoro. Sono necessari interventi: introdurre per le famiglie la detrazione fiscale dei libri di testo almeno fino alla scuola dell'obbligo, processi rapidi e semplificati per l'erogazione di fondi alle famiglie meno abbienti, tenere conto della nostra pianificazione editoriale pluriennale, attenzione e sostegno a chi opera nel settore della scuola primaria, maggiormente impattato dalla denatalità, modificare il decreto 781/2013 per tenere conto degli investimenti degli editori".

Il ruolo del libro di testo

Il manuale scolastico, con i materiali didattici a corredo, ottiene una valutazione media di 8,5 punti, che sale a 8,7 in riferimento allo studio domestico. Il 99% degli insegnanti lo indica come primo strumento per lo svolgimento delle lezioni in aula e l'81% per lo studio a casa. Il 74% dei docenti dichiara inoltre di utilizzare strumenti di Intelligenza Artificiale per preparare i materiali didattici; tra le funzionalità IA sviluppate dagli editori, l'80% considera utili quelle dedicate alla creazione di test ed esercizi.

Apprendimento in calo

Quasi il 70% degli insegnanti ritiene che negli ultimi cinque anni i tempi e i modi di apprendimento degli studenti siano peggiorati. Tra le cause indicate: la riduzione del tempo dedicato allo studio individuale (72%), la difficoltà crescente nell'affrontare testi complessi (58%) e l'utilizzo di strumenti di IA per svolgere i compiti a casa (36%). Il 90% degli insegnanti afferma comunque che l'organizzazione dei contenuti nei libri di testo è funzionale alle attuali modalità di apprendimento.

L'offerta editoriale

Secondo l'Osservatorio AIE sul mondo della scuola, presentato nella stessa sede, il catalogo attivo conta oggi 22.386 titoli (codici ISBN nelle modalità A, B e C), a cui corrispondono oltre 5 milioni di contenuti digitali (5.042.541, contro i 3,6 milioni dell'anno precedente). Nel 2025/2026 il 95,7% dei libri scolastici adottati è in Modalità B, che combina la versione a stampa con e-book e contenuti digitali senza costi aggiuntivi. Per l'anno scolastico 2026/27 gli editori che coprono il 90% delle adozioni hanno rilasciato o stanno rilasciando strumenti di IA collegati ai testi.