"Chiediamo in Parlamento che
venga garantito un salario giusto anche a tutto il personale della scuola. Siamo d’accordo con il principio del
salario giusto, già disciplinato per il settore privato, ma che
oggi esclude il pubblico impiego. E proprio nel pubblico impiego,
gli insegnanti e tutto il personale scolastico risultano attualmente i meno retribuiti dell’intera pubblica amministrazione.
Non era così 26 anni fa: allora persino un precario della scuola percepiva uno stipendio superiore rispetto a chi lavorava nei ministeri. Purtroppo, dopo un blocco contrattuale durato dieci anni, si è scelto di
valorizzare altri comparti del pubblico impiego, penalizzando invece il personale scolastico e gli insegnanti". Lo ha dichiarato
Marcello Pacifico, Presidente Anief."Per questo chiediamo innanzitutto un
investimento di risorse: occorre modificare il testo oppure
prevedere un decreto sulla pubblica amministrazione che renda finalmente giustizia anche al
personale della scuola, garantendo un salario equo. È giusto, inoltre, che gli stipendi,
nelle more della firma di un nuovo contratto, siano almeno agganciati alla metà dell’inflazione, soprattutto considerando l’impennata registrata negli ultimi mesi.
Tutto ciò ci porta anche a chiedere un
fondo specifico per il personale scolastico e un
incremento delle risorse destinate al MOF, affinché attraverso la
contrattazione integrativa si possano disciplinare meglio gli aspetti legati al salario accessorio e al
welfare del personale della scuola.Riteniamo inoltre che sia arrivato il momento di
equiparare il settore statale a quello privato, ad esempio sul fronte del TFR, eliminando la trattenuta del 2,5%. Chiediamo anche il
riconoscimento del burnout, mettendo il personale scolastico nelle condizioni di poterlo certificare e di accedere, se necessario, a finestre pensionistiche dedicate, come già avviene a 60 anni per il personale delle forze armate, delle forze di polizia e dei vigili del fuoco.
Prima ancora di parlare di stipendi europei, in Italia
un salario giusto deve essere realmente collegato all’inflazione. Non devono esistere discriminazioni tra dipendenti pubblici: è necessario valorizzare soprattutto gli insegnanti, tutto il personale scolastico e il personale ATA e DSGA", conclude Pacifico.
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