(Teleborsa) - L'elevata dotazione patrimoniale del sistema bancario italiano "apre spazio a nuove aggregazioni, nazionali e transfrontaliere". Lo afferma il Governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, nelle Considerazioni Finali. "Entrambe possono contribuire a rafforzare il mercato bancario europeo", aggiunge.
"In Italia, operazioni ben disegnate possono avvicinare la struttura del mercato creditizio a quella degli altri principali paesi europei, rendere le banche più competitive e favorire una maggiore diversificazione dei ricavi - spiega - Il loro valore dipenderà dalla capacità di creare intermediari più solidi ed efficienti, in grado di sostenere più efficacemente l'economia reale e di offrire alla clientela servizi di migliore qualità a costi contenuti. È essenziale che non venga indebolita la concorrenza, soprattutto nei mercati locali, dove famiglie e piccole aziende dispongono spesso di un numero limitato di interlocutori finanziari".
Nelle note al discorso si fa notare che, alla fine del 2025, ai primi cinque gruppi italiani faceva capo il 68% del complesso degli attivi del sistema, una quota inferiore a quella che si osserva negli altri principali paesi europei, ad eccezione della Germania.
Nella sua analisi del settore, il Governatore sottolinea che le banche italiane "affrontano questa difficile fase congiunturale da una posizione di solidità", ma i progressi "non sono uniformi". In particolare, "per le banche meno significative la redditività resta più contenuta e l'efficienza operativa più debole" e "le difficoltà registrate nei mesi scorsi da alcuni intermediari minori riflettono soprattutto debolezze nei sistemi di governo societario e, talvolta, condotte irregolari. Gli interventi della Vigilanza, in alcuni casi affiancati da iniziative dello stesso settore bancario, hanno consentito di gestire in modo ordinato tensioni circoscritte, senza ripercussioni sulla fiducia nel sistema. La fuoriuscita dal mercato degli intermediari più fragili ha contribuito a rafforzare il comparto".
Passando all'analisi del credito, Panetta afferma che "nei mesi scorsi gli impieghi alle imprese sono tornati ad aumentare, favoriti dalla riduzione del loro costo", ma "la ripresa si è concentrata sulle aziende di migliore qualità, sia grandi sia piccole". "La dinamica dei prestiti resta tuttavia contenuta, riflettendo anzitutto una moderata domanda da parte delle imprese, caratterizzate da elevata redditività, bassa leva e ridotto fabbisogno finanziario", aggiunge.
Posto che il quadro favorevole che stava caratterizzando il mercato creditizio rischia ora di essere messo alla prova dal conflitto in Medio Oriente, "è necessaria prudenza", sottolinea il Governatore, "ma la prudenza non deve tradursi in una restrizione indiscriminata del credito".
"Per finanziare innovazione, investimenti tecnologici e sviluppo dimensionale, tuttavia, il credito bancario non basta: va rafforzato il ricorso al capitale di rischio - aggiunge - Un ruolo importante può essere svolto dai fondi di private equity e di venture capital", il cui ruolo puà essere facilitato dalla recente riforma del Testo unico della finanza, che include misure volte a facilitarne l'attività. Va comunque "riaperto l'annoso cantiere del capitale di rischio, intervenendo su più fronti: incentivare un maggiore coinvolgimento di fondi pensione e compagnie assicurative - sottolinea - avvicinare le famiglie all'investimento azionario, con costi contenuti e promuovendo competenze adeguate; stimolare gli imprenditori ad aprirsi al finanziamento esterno".