L'operazione "ci consente di superare i limiti di questi ultimi anni per le implicazioni dell'Antitrust - ha raccontato Messina - Abbiamo lavorato alcuni mesi con Unipol per trovare una soluzione e superare le problematiche dell'Antitrust. Con questa operazione raggiungiamo gli obiettivi del piano e si tratta di un'operazione che consente una stabilizzazione del sistema italiano".
"Con l'operazione di Unipol e BPER si costruisce la seconda banca italiana - ha aggiunto - E così la prima e la seconda banca italiana avranno un azionariato italiano e questo è uno degli elementi che abbiamo individuato nell'ideare questa operazione". Messina ha parlato di Carlo Cimbri, AD di Unipol, come di "una persona che stimo e di cui mi fido ciecamente".
L'AD di Intesa ha spiegato che, se l'operazione va in porto, "le nostre fondazioni azioniste scenderebbero al 16%, mentre i soci privati Delfin e Caltagirone si agirebbero tra il 6-7%". Quanto al MEF, Messina ha aggiunto che se aderirà all'OPAS "avrà il 2-2,5% del combined oppure potrà vendere e valorizzare la propria quota sul mercato".
Il piano di MPS "ha attualmente qualche rischio di realizzazione", ha detto Messina rispondendo alle domande dei giornalisti. "Lovaglio ha realizzato il suo lavoro - ha aggiunto - ma non può essere considerato il futuro di quella banca guardando ai prossimi cinque anni. C'è poi da considerare l'aspetto della governance che presenta qualche criticità. I soci privati se vorranno restare nel nostro azionariato ci farà piacere e con le fondazioni rafforzeranno la presenza italiana tra i soci".
Rispetto al futuro di Mediobanca, alla luce dell'attuale piano di MPS, "non ho ancora capito cosa accadrà alla partecipazione", afferma il banchiere, questo perchè "c'era un piano e poi è stato cambiato. La fusione con Mediobanca è stata già deliberata e vedremo". In ogni caso "noi valorizzeremo il marchio Mediobanca", anche se dovesse esser già delistata o non essere più un'entità legale autonoma.
Su Generali ha detto invece che "è una buona azienda, ma tutto si può migliorare" e che Intesa è interessata "ad avere una partecipazione e non procedere con una operazione perché anche qui abbiamo un problema di antitrust". "Io non ho un atteggiamento negativo nei confronti di Generali e nemmeno di UniCredit, il cui amministratore delegato è un mio amico", ha detto in un altro passaggio. "A me - ha aggiunto - quello che interessa è l'utile netto di Generali e che questo cresca. Se l'utile netto cresce con partnership con UniCredit allora ben venga. Quello che mi interessa è che l'utile netto aumenti. A me interessa che l'azienda generi utile, a me non interessa fare liste per il consiglio di amministrazione".