(Teleborsa) - Aran e sindacati della pubblica amministrazione hanno siglato il rinnovo del contratto delle Funzioni centrali - ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici - per il triennio 2025-2027, con un aumento contrattuale medio a regime di 160 euro mensili, che va da 126,60 euro per gli operatori ai 221 euro per le elevate professionalità, erogato in tre tranche (gennaio 2025, gennaio 2026, gennaio 2027). Ha firmato anche la Fp-Cgil, assente nella tornata precedente.

Tra le misure principali elencate dallo stesso sindacato: l'introduzione di un meccanismo di verifica per prevenire scostamenti tra aumenti contrattuali e inflazione effettiva, a tutela del potere d'acquisto; l'equiparazione dei giorni di ferie annue tra neoassunti e colleghi con maggiore anzianità, con pagamento delle indennità di turno durante le ferie.

Il contratto recepisce inoltre la direttiva UE sulla trasparenza salariale, migliora la disciplina dei congedi e della flessibilità oraria, sblocca il tetto al buono pasto, incrementa i trattamenti di trasferta e introduce una regolamentazione dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale "per migliorarne le modalità di lavoro ed evitarne l'uso improprio a scapito del personale e dei servizi", come sottolineato da Federico Bozzanca, Segretario generale Fp-Cgil.

"Finalmente si torna a tutelare i salari con un aumento delle retribuzioni superiore all'inflazione oggi prevista per il triennio di riferimento e, per la prima volta, con l'introduzione di un meccanismo di verifica successivo a salvaguardia del potere di acquisto", ha dichiarato Bozzanca, che ha rimesso la parola definitiva a "lavoratrici e lavoratori per il giudizio finale."

Il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha sottolineato la portata storica dell'accordo: "Per la prima volta nella storia della contrattazione collettiva pubblica, un contratto del comparto Funzioni Centrali viene firmato dentro il triennio di competenza." Zangrillo ha aggiunto: "Restituire potere d'acquisto ai dipendenti pubblici e farlo in tempi certi non è solo una questione economica: è un atto di rispetto verso chi ogni giorno lavora per i cittadini e per lo Stato".