(Teleborsa) - Alla data odierna, 9 giugno 2026, sono state portate in adesione 123.015.787 azioni Commerzbank all'offerta pubblica di scambio (OPS) volontaria promossa da UniCredit. Ciò corrisponde a circa il 10,91% del capitale sociale e a circa l'11,38% dei diritti di voto di Commerzbank, escluse le azioni proprie. Il periodo di accettazione scadrà il 16 giugno 2026 alle ore 24:00, salvo proroga.

Inoltre, l'offerente detiene un totale di 301.854.505 azioni Commerzbank. Ciò corrisponde a circa il 26,77% del capitale sociale e a circa il 27,93% dei diritti di voto di Commerzbank. Perciò, gruppo di Piazza Gae Aulenti è arrivato a detenere in azioni il 37,68% dell'istituto tedesco.

UniCredit detiene anche direttamente strumenti finanziari basati su diversi contratti di total return swap relativi a un totale di 36.281.603 diritti di voto di Commerzbank. Ciò corrisponde a circa il 3,22% del capitale sociale e a circa il 3,36% dei diritti di voto. Inoltre, detiene strumenti basati su un contratto di total return swap e su ulteriori accordi relativi a total return swap e altri strumenti con effetti economici comparabili, stipulati dopo la pubblicazione del documento di offerta, relativi a un totale di 148.725.643 diritti di voto di Commerzbank. Ciò corrisponde a circa il 13,19% del capitale sociale e a circa il 13,76% dei diritti di voto di Commerzbank. Questi strumenti sono regolati esclusivamente in contanti, non conferiscono diritti di voto in Commerzbank e l'offerente non ha il diritto di richiedere il trasferimento di azioni Commerzbank ai sensi degli stessi.

Infine, UniCredit continua a detenere strumenti finanziari derivati ??non soggetti all'obbligo di notifica, che fanno parte della gestione da parte dell'offerente della propria posizione complessiva relativa alle partecipazioni in azioni Commerzbank e alle posizioni di rischio ad esse connesse, sia dal punto di vista del valore fondamentale che da quello del consumo di capitale regolamentare, fornendo principalmente all'offerente protezione al ribasso. Questa posizione di gestione del rischio riguarda quasi l'intera posizione dell'offerente relativa alle proprie partecipazioni in azioni Commerzbank e alle posizioni di rischio ad esse connesse, ovvero oltre il 98% delle posizioni. Gli strumenti di gestione del rischio utilizzati hanno compreso e comprendono: operazioni di acquisto di opzioni put, operazioni di vendita di opzioni call, operazioni di collar che combinano tali operazioni di opzioni put e call e stotal return swap con regolamento in contanti con scadenze diverse (in alcuni casi superiori a cinque anni).

UniCredit ha anche fatto sapere che "qualsiasi insinuazione secondo cui UniCredit avrebbe intenzionalmente confuso le categorie di disclosure al fine di sovrastimare artificialmente il livello percepito di adesioni all'offerta è priva di qualsiasi fondamento, sia fattuale che giuridico. Le comunicazioni di UniCredit sono effettuate ai sensi e in piena conformità con le disposizioni del German Securities Trading Act e del German Takeover Act e sono oggetto di un dialogo continuo, pienamente trasparente, con l'autorità di vigilanza BaFin".

"La classificazione delle posizioni detenute da UniCredit riflette il quadro normativo obbligatorio di disclosure e non può quindi ragionevolmente essere qualificata come fuorviante - spiega la banca guidata da Andrea Orcel - Tutti i contratti e gli eventuali accordi accessori sono stati e continuano a essere messi tempestivamente a disposizione di BaFin nell'ambito della documentazione d'offerta, del processo autorizzativo e nelle fasi successive. Eventuali rilievi da parte di BaFin, inclusi quelli relativi alla nozione di acting in concert o ad altre regole di attribuzione, avrebbero comportato modifiche alle comunicazioni rilevanti. Significativamente, ciò non è avvenuto".

"Il management di Commerzbank ha pieno diritto di raccomandare agli azionisti di non aderire all'OPS promossa da UniCredit - prosegue la nota di UniCredit - Non è invece legittimato a compromettere l'integrità del processo di offerta mediante accuse non supportate da evidenze, secondo cui le comunicazioni obbligatorie di UniCredit sarebbero fuorvianti, artificialmente gonfiate o comunque idonee a interferire impropriamente con il corretto svolgimento dell'operazione".