(Teleborsa) - La gestione delle minacce ibride nel bacino del Mediterraneo, la tutela delle infrastrutture sottomarine, lo sviluppo di nuovi corridoi di connettività tra Europa, Africa e Medio Oriente: queste alcune delle priorità al centro della quarta edizione di DIPLOSEC 2026, il forum promosso dal Centro di Studi Internazionali e Strategici (CISS) della Luiss che ha riunito esponenti apicali delle istituzioni, del mondo diplomatico, delle Forze Armate, dell'industria e della ricerca sul tema "Il Mediterraneo Strategico", un quadrante tornato cruciale per ridefinire gli equilibri internazionali e per garantire sicurezza e crescita del nostro Paese.

Nel corso delle diverse sessioni di lavoro, sono state delineate alcune linee d'azione strategiche per perseguire gli interessi nazionali ed europei in un’ottica di medio-lungo periodo e in un momento di forte instabilità sistemica. Il confronto si è focalizzato in particolare sulle vulnerabilità delle infrastrutture energetiche e delle telecomunicazioni, asset vitali oggi esposti a crescenti tensioni geopolitiche. Ampio spazio è stato dedicato anche alla diversificazione degli approvvigionamenti, alla creazione di nuovi assi logistici con la sponda sud del Mediterraneo e alle prospettive di sviluppo economico offerte dalla Blue Economy all’interno del Piano Mattei.

"In un contesto globale segnato da instabilità geopolitica e competizione per le risorse, il Mediterraneo rappresenta oggi uno spazio di crescente rilevanza ", ha dichiarato Raffaele Marchetti, Direttore del CISS Luiss. "Le dinamiche che attraversano quest'area hanno un impatto diretto sui nostri interessi nazionali. Oggi l'Italia ha l'opportunità e la responsabilità di porsi come ponte geopolitico, hub logistico e attore indispensabile per la proiezione europea a sud, ma ciò richiede una postura condivisa tra istituzioni, mondo della difesa e industria. Diplosec offre uno spazio di riflessione strategica per l’ecosistema nazionale di politica estera e difesa."

Le analisi emerse dai tavoli di discussione hanno confermato come il Mediterraneo non sia più soltanto una frontiera meridionale, ma uno spazio di intersezione essenziale sul quale si gioca il futuro del paese. Attraverso i contributi dei presenti, l’evento ha permesso di tracciare delle proposte concrete per lo sviluppo di un pensiero nazionale strategico a lungo termine, confermando l’impegno del Centro di Studi Internazionali e Strategici della Luiss nel fornire analisi scientifiche a supporto delle istituzioni.

Al Forum sono intervenuti, tra gli altri: Antonio Tajani, Vicepresidente Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri, Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore Difesa, Nello Musumeci, Ministro Protezione Civile e Politiche del Mare, Giorgio Mulè, Vicepresidente Camera dei Deputati, Paolo Boccardelli, Rettore della Luiss, Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore Marina, Angelino Alfano, Presidente CISS-Luiss, Lorenzo Guerini, Presidente COPASIR, Salvatore Luongo, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Roberta Pinotti, Presidente Fondazione PNS, Gaetano Quagliariello, Direttore della Luiss School of Government, Stefania Craxi, Capogruppo Forza Italia al Senato, Mario Zanetti, Special Advisor di Confindustria per l’Economia del Mare, oltre ai vertici delle principali aziende nazionali e delle organizzazioni internazionali con sede in Italia: FAO, UNDP, Unicef.