(Teleborsa) - L'82% degli italiani ritiene giustificato l'allarme dell'AIE sui deficit dell'offerta di petrolio legati alle tensioni in Medio Oriente, convinto che gli effetti negativi si stiano già facendo sentire su economia familiare e aziendale; la stessa percentuale si dichiara preoccupata per possibili difficoltà di approvvigionamento nei prossimi mesi, senza differenze significative per sesso, età o area geografica. Per la Giornata Mondiale del Vento, l'ANEV ha presentato il sondaggio "Gli Italiani e l'energia", realizzato a maggio 2026 da Noto Sondaggi, che fotografa una popolazione fortemente preoccupata per l'instabilità geopolitica e la crisi energetica.
Il 66% giudica severamente la politica energetica nazionale, ritenendo insufficienti gli sforzi per l'indipendenza strategica. Tra le misure anticrisi adottate in altri Paesi europei, il 79% approva gli incentivi al trasporto pubblico sul modello tedesco, il 73% sostiene il taglio dell'IVA su fotovoltaico e pompe di calore come in Francia e Belgio, il 60% concorda con tariffe energetiche a scaglioni.
Il 73% ritiene le rinnovabili la chiave per stabilizzare i costi a lungo termine, contro un 19% di scettici. Tra le fonti più efficaci per decarbonizzazione e autonomia, gli italiani indicano solare (67%) ed eolico (52%), mentre il nucleare resta più circoscritto (26% per la decarbonizzazione, 33% per l'efficacia strategica, soprattutto tra uomini e nel Nord-Ovest).
Sul fronte eolico, il 67% si dichiara favorevole a nuovi impianti, con punte oltre il 71% al Sud. Tra il 21% contrario, le resistenze principali riguardano la tutela del territorio (impatto su flora e fauna, soprattutto tra le donne) e dubbi sulla continuità in assenza di vento (più diffusi tra uomini e giovani), mentre le contestazioni estetiche o sonore restano marginali.
Rinnovabili, ANEV: per l'82% degli italiani crisi energetica è già problema concreto
15 giugno 2026 - 18.14