(Teleborsa) - Negli ultimi anni, il limite superiore del tasso di interesse neutrale, ovvero il livello in cui il costo del denaro non stimola né frena la crescita, si è alzato dal 2,25% al 2,50%.

E' quanto sostiene Philip Lane, capo economista della Banca centrale europea, spiegando, durante un evento organizzato da Deutsche Bank, che l'inasprimento monetario è partito da una posizione che si collocava in un'area "sicuramente neutrale". Parole che seguono il rialzo di 25 punti base stabilito dalla Bce la scorsa settimana, aumentando il tasso sui depositi al 2,25%. Decisione in merito alla quale, Lane ha affermato che "aumentare i tassi aveva senso anche nello scenario più favorevole in cui il prezzo del petrolio dovesse tornare a scendere".

Sul fronte, poi, delle dinamiche dei prezzi, il capo economista ritiene che, nonostante il recente calo del costo dell'energia, l'inflazione nell'area euro resterà elevata, aggiungendo che l'Eurotower continua a stimare un periodo "prolungato" durante il quale l'inflazione rimarrà oltre il target del 2%.